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SUMMARY:CAMPOBASSO. Inaugurazione mostra "Cenere" di Luciana Picchiello
DESCRIPTION:Giorno della Memoria: la mostra “Cenere” di Luciana Picchiello\, artista molisana di Campobasso\nA cura di Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio – Inaugurazione giovedì 25 gennaio\, ore 18:00\nSpazio espositivo Aula Magna di Ateneo – Campus Universitario Vazzieri\, Via Francesco De Sanctis\, Campobasso. \nUniversità degli Studi del Molise – ARATRO – Galleria Gino Marotta – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea – Sistema Museale UniMol – presenta\, in occasione del Giorno della Memoria\, la mostra “Cenere” di Luciana Picchiello\, curata da Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio.\nPicchiello\, artista che vive e lavora a Campobasso\, lavora da anni sul tema della Memoria a cui ha dedicato anche l’importante mostra personale Vivere tenuta al Museo Riso di Palermo nel 2021\, in un grande racconto poetico dove la stessa Memoria assume diversi significati\, dai ricordi di singole persone disperse nel tempo\, fino al dovere di ricordare e di trasmettere l’orrore della Shoah alle generazioni future.\nLa mostra all’ARATRO presenta però anche due importanti installazioni del 2023\, realizzate appositamente per questa occasione\, come Cenere e La Notte dei Cristalli\, grandi lavori in cui l’artista elabora con forza elementi storici e simbolici legati alla Shoah e alle tragiche dinamiche criminali che l’hanno preceduta.\nL’opera Cenere\, una scala fatta di ferro e filo spinato\, rappresenta con dolorosa eloquenza la tragica discesa verso le camere a gas\, alludendo a illusioni\, speranze\, consapevolezze e paure di persone assassinate negli spietati meccanismi dei campi di sterminio\, un abisso di ferocia a cui allude anche l’installazione che rievoca l’incontrollata e crudele violenza distruttiva della Notte dei Cristalli\, precedente diretto dell’orrore della Shoah.\nL’artista decide dunque di testimoniare qualcosa che non ha vissuto in prima persona\, ma che ha raccolto idealmente dalle mani e dalle parole dei superstiti\, anche per restituire realtà e verità a quello che ha rischiato spesso di essere cancellato come se non fosse mai accaduto.\nNelle opere Vivere II-III-IV-V gli abiti femminili e infantili sembrano pertanto recuperati tra le migliaia e migliaia di vestiti che sono rimasti privi dei corpi che li indossavano\, donne e bambini costretti a inalare gas e a diventare cenere.\nPicchiello vuole salvare idealmente quei poveri vestiti custodendoli e impreziosendoli nelle teche chiuse\, però\, dal filo spinato che circondava i luoghi delle stragi\, diventando spesso anche uno strumento di morte.\nIn tale contesto assume un potente valore metaforico la corona di fiori secchi di Vivere V\, opera in cui i pennelli si accompagnano alla presenza delicata dei petali che si disfano\, quasi a voler ricordare che l’arte\, nonostante la sua apparente fragilità\, riesce ancora a dare senso alle cose\, anche a quelle difficili da riportare alla luce.\nNell’opera dedicata a Shlomo Venezia\, superstite e testimone di Auschwitz\, campeggia invece\, come in una lapide\, il numero della matricola che gli fu tatuato sulla pelle e che si staglia nello spazio come documento inconfutabile delle nefandezze compiute nei campi di sterminio\, allargandosi simbolicamente a tutti i massacri passati\, presenti e futuri perpetrati da esseri umani contro i propri simili.\nPicchiello si confronta così con la dura e inderogabile presenza della morte\, fotografando con vibrante nitore i cadaveri delle catacombe dei Cappuccini di Palermo\, un omaggio alla grande scrittura di Gesualdo Bufalino\, dove gli scheletri formano una narrazione dolente e intensa.\nIl senso della mostra\, tuttavia\, non è solo quello della fine\, ma anche quello della possibilità di vita e di rinascita\, forse allusa nella stella colorata che si staglia in questo percorso\, in un dialogo tra macrocosmo e microcosmo composto dalla geometria astrale e cromatica di Arturo o nel bronzo Vivere\, dove il cuore sembra rappresentare il segno di un flusso vitale ancora non interrotto\, dal valore archetipico dei vecchi ex voto.\nQuesta costellazione ideale ci induce così a riannodare i fili del tempo e a non dimenticare\, a ripercorrere la storia e le storie di un passato prossimo o remoto (come accade anche nella drammatica installazione Mare Mediterraneo- area cimitero)\, per cercare di ritrovare il senso di una Memoria che non deve essere solo commemorazione\, ma strumento attivo per una visione consapevole del presente e del futuro.
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SUMMARY:TERMOLI. Al cinema Oddo rassegna cinematografica a sfondo educativo con i film del regista spagnolo Juan Manuel Cotelo
DESCRIPTION:Nella sala del cinema Oddo\, in via Pepe a Termoli\, è in programma la rassegna cinematografica a sfondo educativo dal titolo “Si entra spettatori e si esce da protagonisti”. L’iniziativa è promossa dal cinema Oddo in collaborazione con la Parrocchia di San Timoteo di Termoli\, il Centro Pastorale Evangelizzazione e Cultura della Diocesi – Ufficio pastorale scolastica\, IKTUS OdV Casa-famiglia “Lucia e Bernardo Bartolino” e la Fondazione Infinito Mas Uno. Il progetto\, di cui è responsabile don Benito Giorgetta\, è pensato principalmente per educatori – genitori\, insegnanti\, sacerdoti\, religiosi – ma anche studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado con l’obiettivo di stimolare la riflessione e accompagnarli nelle scelte e nella crescita. Lo scopo precipuo delle pellicole è rispondere alle domande fondamentali della vita: Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Come vivo?\nLa rassegna si svolgerà dal 18 gennaio al 22 febbraio 2024\, le proiezioni avverranno ogni giovedì alle ore 19 e alle ore 21 presso il Cinema Oddo. Questi film\, del regista spagnolo Juan Manuel Cotelo utilizzando un linguaggio scherzoso\, ironico e ludico\, suscitano una serie di riflessioni forti ed avvincenti su temi religiosi e di cultura generale. “Porsi di fronte al contenuto di queste pellicole – spiegano gli organizzatori – significa lasciarsi coinvolgere a riflessioni profonde ed inevitabilmente ad una decisione\, fino al punto da far uscire con la progettualità da protagonista chi è entrato come spettatore”.\nIl 18 gennaio 2024 alle ore 19\, per la prima ed unica proiezione\, sarà presente il regista – attore Juan Manuel Cotelo che incontrerà gli intervenuti e dialogherà con essi.\nIl costo del biglietto è di 3 euro a pellicola. L’eventuale incasso sarà devoluto in beneficenza in favore dell’associazione “Infinito mas uno” fondata dal regista e dedicata all’evangelizzazione.
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