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SUMMARY:TERMOLI. Aspettando il Carnevale
DESCRIPTION:Quest’anno il Carnevale promette di stupire ed accontentare davvero tutti.\nDopo l’annuncio della “Parata di Carnevale”\, la festa più colorata dell’anno e più attesa dai bambini riserverà due giornate tutte per loro.\nIl 16 e il 23 febbraio in Piazza Vittorio Veneto “Aspettando il Carnevale”\, una sorta di “entrée” carnevalesca per iniziare a far festa e coinvolgere tutti i bambini.\nPer due domeniche\, a partire dal 16 febbraio alle 10\,30 con il “Mini Luna Park di Tony”\, giochi gonfiabili e attrazioni luna park con tutti i partecipanti che saranno chiamati a sfidarsi e mettersi in discussione con giochi di abilità e destrezza.\nA seguire\, domenica 23 febbraio\, sempre alla stessa ora\, gran finale con “Giochiamo con Karamella” con attività di gioco con animatori protagonisti nell’arte del divertimento e del coinvolgimento dei più piccoli.
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SUMMARY:CAMPOBASSO. Molichrom: Festival della Fotografia Nomade - Film documentario "Isis\, Tomorrow. The Lost Souls of Mosul"
DESCRIPTION:Molichrom: Festival della Fotografia Nomade \npresenta \nISIS\, TOMORROW. THE LOST SOULS OF MOSUL \nDomenica 16 febbraio ore 17\,00 \nSala Esposizioni – Palazzo Gil Via Gorizia\, Campobasso \nRegia Francesca Mannocchi\, Alessio Romenzi \nProduzione: FremantleMedia Italia\, Rai Cinema\, CALA Filmproduktion\, Wildside \nDurata: 80’ \nLingua: Arabo iracheno \nPaesi: Italia\, Germania \nSceneggiatura: Francesca Mannocchi\, Alessio Romenzi \nFotografia: Alessio Romenzi\, Francesca Mannocchi \nMontaggio: Emanuele Svezia\, Sara Zavarise \nMusica: Andrea Ciccarelli \nSuono: Stefano Bari (D-Color) \nSi concludono domenica 16 febbraio le attività della IV edizione di Molichrom: Festival della Fotografia Nomade con il fotoreporter Alessio Romenzi\, protagonista con i suoi scatti dell’apprezzatissima mostra “L’ultimo ballo – Vite sospese al tempo della guerra”. In questa direzione Molichrom: rende omaggio al lavoro di documentarista del fotografo umbro con il film documentario “Isis\, Tomorrow. The Lost Souls of Mosul”\, in programma alle ore 17\,30 nella sala esposizioni del Palazzo Gil a Campobasso.\nRealizzato con la regista Francesca Mannocchi\, presentato alla 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia\, il documento ripercorre i mesi di guerra a Mosul attraverso le voci dei figli dei miliziani addestrati a diventare kamikaze\, ma anche delle loro vittime e di chi li ha combattuti.\nSarà in grado l’Iraq di accettare i figli dell’Isis come propri figli\, di perdonare le loro madri\, di riconciliare le anime del paese?\n“ISIS\, TOMORROW” cerca una risposta a questa domanda. Nell’ideologia dell’Isis i bambini sono l’arma più efficace per portare nel futuro l’idea di un grande Califfato universale: eredi di un unico obiettivo\, creare un mondo diviso a metà\, da un lato gli jihadisti e dall’altro lato gli infedeli da sterminare. I lunghi mesi della guerra\, vengono ripercorsi attraverso le voci dei figli dei miliziani addestrati al combattimento e a diventare kamikaze\, fino a seguire i loro destini nella complessità del dopoguerra\, un dopoguerra di vedove bambine e ragazzi marginalizzati\, in cui il sangue della battaglia lascia spazio alle vendette e alle ritorsioni quotidiane\, alla violenza come sola risposta alla violenza. \nIl commento dei registi\nL’Isis ha perso Mosul. Ma è davvero sconfitto? O la vera guerra – per chi la vive e per chi sopravvive – inizia il giorno dopo la proclamata vittoria? Questo film nasce dalle domande che si sono fatte più insistenti durante i mesi di guerra a Mosul e che ci hanno accompagnato nelle faticose fasi del dopoguerra: cosa è necessario fare per salvare le centinaia di migliaia di bambini cresciuti per tre anni sotto l’Isis? Come scongiurare la possibilità che questi bambini siano il terreno fertile del terrorismo di domani? \nwww.molichrom.com\ninfo@molichrom.com \nFrancesca Mannocchi\, reporter e giornalista\, collabora da anni con numerose testate italiane e internazionali e televisioni. Il suo lavoro si concentra sul racconto di migrazioni e zone di conflitto.  Ha realizzato reportage da Iraq\, Libia\, Libano\, Siria\, Tunisia\, Egitto\, Afghanistan. Ha seguito e raccontato la difficile transizione post rivoluzionaria in Libia\, le guerre a Gaza\, il colpo di stato in Egitto nel 2013\, le guerre per liberare Sirte e Mosul dall’occupazione dell’Isis. Ha vinto il Premio Giustolisi con un’inchiesta sul traffico di migranti e sulle carceri libiche e il Premiolino 2016\, il principale premio giornalistico italiano. \nAlessio Romenzi\, fotografo. Le sue foto appaiono sulle pagine delle maggiori testate internazionali: Time Magazine\, International Herald Tribune\, Los Angeles Times\, Newsweek\, L’Espresso\, Der Spiegel\, Paris Match e Stern. Il suo lavoro si focalizza su guerre e fenomeni migratori. Ha raccontato le primavere arabe prima di dedicarsi al conflitto siriano. È stato uno dei primi fotografi in grado di documentare le proteste contro il regime di Bashar al Assad e poi la guerra di Siria. Recentemente si è dedicato al fenomeno migratorio in Libia e alle guerre per liberare Sirte e Mosul dall’occupazione dell’Isis. Ha vinto il World Press Photo e numerosi altri premi internazionali tra cui Picture of the Year\, Premio Baldoni\, Premio Dolega \nLE MOSTRE – FINO AL 16 FEBBRAIO \nALESSIO ROMENZI L’Ultimo Ballo Vite sospese al tempo della guerra \nVERSO CASA collettiva di fotografi iscritti alle associazioni partner di Molichrom: \nSala esposizioni PALAZZO GIL – Via Gorizia\, Campobasso \nda martedì a giovedì | 17–20\nda venerdì a domenica | 10–13 e 17–20\nGiorno di Chiusura: lunedì \nIngresso 7 Euro – Riduzione soci FIAF – FAI
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SUMMARY:FERRAZZANO. Mario Incudine in "Parlami d'amore"
DESCRIPTION:MARIO INCUDINE\nin\nPARLAMI D’AMORE\nQUANDO LA RADIO CANTAVA LA VITA\ndi\nCostanza Di Quattro\ncon Antonio Vasta (pianoforte)\nregìa di\nPINO STRABIOLI\nProduzione\nCentro Teatrale Bresciano\ncon ASC Production – Teatro Donnafugata \nTra il 1918 e il 1940 la produzione musicale italiana ebbe una straordinaria evoluzione. La nascita delle radio\, che divenne il mezzo principale della propaganda fascista\, contribuì anche ad ampliare il pubblico degli ascoltatori e a diffondere sensibilmente la musica all’interno delle case italiane rendendola un “affare” comune e condiviso. Se da un lato si ramificava la musica fomentata dal fascismo\, megafono di sentimenti patriottici\, famigliari e lacrimosi\, dall’altro si diffondeva\, in rotta con le direttive dittatoriali\, una musica d’oltreoceano\, brillante e ironica. Sottobanco\, come bische clandestine\, nascevano lo swing e il jazz che ben presto entrarono a far parte di una realtà italiana che remava controcorrente attraverso la musica.\nCon questo spettacolo\, e attraverso alcuni dei pezzi più belli di quegli anni\, va in scena non soltanto uno spaccato di storia della musica italiana ma soprattutto uno spaccato di storia patria. Poiché la musica\, da sempre\, diventa il paradigma di una nazione e di un pensiero.\nL’Italia canticchio vent’anni “giovinezza” ma all’alba del 45 tuonò convinta “bella ciao”.\nMario Incudine\, accompagnato dal maestro Antonio Vasta\, ci porta dentro questo viaggio fatto di musica e parole\, di tenerezza e di ironia\, di amarcord e di aneddoti che raccontano un pezzo della nostra storia.\nSotto la guida di Pino Strabioli\, da sempre sensibile al teatro canzone\, la verve e la capacità istrionica di Mario Incudine è al servizio di uno spettacolo che vuole essere anche un omaggio alla canzone d’autore di quegli anni\, un repertorio poco battuto\, ma ricco di fascino e di bellezza\, con testi modernissimi\, melodie indimenticabili e armonie ardite. Un “materiale” da riportare a galla e da incorniciare.\nIl pubblico uscirà fischiettando. \nBiglietti e Abbonamenti online:\nhttps://www.diyticket.it/locations/471/teatro-del-loto
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LOCATION:Teatro del Loto\, Piazza Spensieri 17\, Ferrazzano
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