Violenza di genere, Cgil in piazza: ‘Serve un cambio di rotta’

La violenza basata sul genere, inclusa la violenza domestica, è una grave violazione dei diritti umani, in particolare nei confronti delle donne. La violenza basata sul genere è fondata sulla disparità di potere tra uomini e donne ed è un fenomeno sociale strutturale che ha radici culturali profonde, riconducibili a una organizzazione patriarcale della società che ancora oggi permea le pratiche e la vita quotidiana di milioni di uomini e donne in Italia. La riproduzione della struttura di genere tradizionale avviene attraverso rappresentazioni collettive fondate sugli stereotipi e il sessismo, i quali incidono nell’immaginario e nell’agire collettivo creando le condizioni per una giustificazione e una perpetuazione della violenza maschile sulle donne, presente nel nostro paese in una maniera sproporzionata. La violenza contro le donne è uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini, la violenza è una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi. Il linguaggio utilizzato dai media e il giudizio su chi subisce violenza, su come si veste o si diverte, rappresenta l’ennesima aggressione alle donne. Così come il ricondurre questi drammi a questioni etniche, religiose, o a numeri statistici, toglie senso alla tragedia e al silenzio di chi l’ha vissuta”. “Riprendiamoci la libertà!” è lo slogan con cui la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso ha invitato tutte le donne a scendere nelle piazze italiane ieri 30 settembre per partecipare alle manifestazioni organizzate dalla Cgil contro la violenza sulle donne, la depenalizzazione dello stalking, la narrativa con cui stupri e omicidi diventano un processo alle vittime. Con questa mobilitazione si chiede agli uomini, alla politica, ai media, alla magistratura, alle forze dell’ordine e al mondo della scuola un cambio di rotta nei comportamenti, nel linguaggio, nella cultura e nell’assunzione di responsabilità di questo grande dramma di tutti. A sostegno della mobilitazione è stato lanciato una petizione, da firmare on line, ‘Avete tolto il senso alle parole’ sul sito http://www.progressi.org/avetetoltoilsensoalleparole. Le donne della Cgil Molise hanno tenuto un presidio con volantinaggio a Campobasso, in Piazza Vittorio Emanuele, e a Isernia, per testimoniare la volontà di rompere il silenzio ed invitare tutti i cittadini a firmare la petizione.

 

 

 

Exit mobile version