Nell’ambito di un’attività finalizzata alla tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, contro lo sfruttamento del lavoro nero e il fenomeno del “caporalato”, reparti territoriali del Comando Provinciale Carabinieri di Isernia e personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro dell’Arma hanno passato al setaccio varie località della provincia, sottoponendo ad accertamenti cantieri edili ed altre attività imprenditoriali nel corso dei quali, ad Isernia, è stato denunciato il responsabile di un cantiere edile per una serie di violazioni che vanno dalla inosservanza degli obblighi del datore di lavoro alla mancata presenza di adeguate impalcature o ponteggi, dalla mancata presenza di idonee protezioni atte ad evitare la caduta dei lavoratori alla presenza di materiali vari posizionati in maniera disordinata in modo da intralciare il passaggio con grave pericolo per i lavoratori, dalla mancata presenza di idonei dispositivi di protezione individuale allo sfruttamento di lavoratori in nero. Per tali motivazioni i Carabinieri hanno anche emesso un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Un’altra denuncia è scattata a Carovilli, nei confronti del titolare di una azienda agricola per inosservanza agli obblighi del datore di lavoro.
lunedì 8 Giugno 2026 - 06:54:40 PM
News
- Molinari, giunta regionale impegna 6 mln di euro per portare lo stadio a 13mila posti
- Venafro: seconda edizione del premio “Pasolini”, tutti i vincitori
- Applausi per l’eterna ragazza “in vacanza da una vita”: Irene Grandi fa cantare il pubblico campobassano. VIDEO
- Misteri, belli ed emozionanti: la storica “marcia” tra le strade di Campobasso accende il Corpus Domini. VIDEO E FOTO
- Una marcia nel ricordo di Lorenzo: i portatori di San Crispino omaggiano il loro compagno scomparso prematuramente
- “Compresenza – Geografie dell’Assenza”: a Campobasso progetto artistico sul Molise e la diaspora
- DDL Valditara, l’area progressista: “Passo indietro culturale pericoloso. La violenza si previene con l’educazione”
- Guardie mediche “decimate”, 20 sindaci ricorrono al Tar contro il Decreto commissariale




