Ore 19. Inchiesta “Spese pazze”, il Tribunale di Campobasso ha condannato l’ex consigliere regionale Camillo Di Pasquale per peculato a 4 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici oltre a risarcimento civile da stabilire in separata sede. Il collegio penale ha inoltre disposto la confisca dei conti correnti per oltre 200mila euro. Le contestazioni si riferiscono al periodo che va dal 2007 al 2011 quando Di Pasquale era capogruppo del gruppo misto Per il Molise durante la legislatura guidata dalla giunta Iorio. Secondo l’accusa l’ex consigliere avrebbe utilizzato i soldi dei gruppi consiliari per acquisti non tracciati e spese personali. Numerose sono le voci riferite a consumazioni in ristoranti di Campobasso e Isernia e soggiorni in albergo, anche per diverse migliaia di euro. Parti civili nel procedimento Regione e Codacons. “Esprimo soddisfazione per l’esito processuale posto che dalla istruttoria dibattimentale è emerso che le ingenti spese contestate non erano giustificate in relazione alle finalità istituzionali per le quali erano state erogate“, il commento dell’avvocato Del Vecchio, legale del Codacons. L’esito processuale è uno dei tanti filoni della maxi inchiesta della Guardia di Finanza che ha indagato sull’impiego dei soldi pubblici a disposizione dei gruppi di Palazzo D’Aimmo (all’epoca Palazzo Moffa) negli ultimi anni del decennio scorso.
giovedì 13 Agosto 2026 - 12:09:25 PM
News
- Bambino travolto da armadietto, è gravissimo
- Come valutare la credibilità di un sito web prima di iscriversi
- Scuola, il Molise tra le percentuali più basse di stabilizzazioni: 60 assunzioni su 168 disponibilità
- Frosolone presenta la 30esima Mostra mercato delle forbici e dei coltelli
- Centro diurno per persone con disabilità, riaperti i termini per la presentazione delle domande
- Chiusura locale, FdI plaude alla Questura e chiede lumi sui mancati controlli del Comune
- Pubblicato l’Avviso “Impatto”, da FinMolise prestiti a tasso zero fino a 300mila euro per le pmi
- Donna punta da un calabrone, la fede resta incastrata al dito




