Palazzo D’Aimmo, Micone confermato alla presidenza del Consiglio. Vice Primiani e Calenda. Ricomposte le Commissioni

Nessuna staffetta. Salvatore Micone resta saldamente al vertice del primo scranno di Palazzo D’Aimmo, dopo le elezioni di metà mandato. I 15 voti ricevuti dai consiglieri di centrodestra e i due del Pd lo hanno confermato alla presidenza del Consiglio regionale. All’esito degli scrutini si contano anche cinque schede bianche e una nulla. L’Assemblea ha quindi provveduto ad eleggere i componenti dell’Ufficio di Presidenza, due vice presidenti e due consiglieri segretari. Sono stati dunque eletti Filomena Calenda (con 13 voti) e Angelo Primiani (8 voti), vice presidenti del Consiglio regionale. Mentre quali consiglieri segretari sono stati eletti Armandino D’Egidio (8 voti) e Vittorino Facciolla (7 voti). Hanno composto il seggio elettorale per il rinnovo di tutti i componenti dell’Ufficio di Presidenza, oltre al presidente uscente Salvatore Micone, i consiglieri segretari, anch’essi uscenti, Vittorio Nola e Aida Romagnuolo. L’Assemblea ha quindi approvato con 12 voti favorevoli e 8 contrari la ricomposizione delle quattro Commissioni consiliari permanenti. Nello specifico le Commissioni saranno così articolate sulla base delle indicazioni provenienti dai vari Gruppi politici:
I Commissione – Orientamento ed organizzazione amministrativa – 5 componenti, 3 di maggioranza e 2 di minoranza
Composizione:
Di Lucente, Cotugno (sostituito da Cefaratti), Pallante (sostituito da D’Egidio), Greco e Fanelli
II Commissione – Sviluppo economico – 6 componenti, 4 di maggioranza e 2 di minoranza
Composizione:
Iorio, Toma (sostituito da D’Egidio), Micone (Romagnuolo), Cavaliere (sostituito da Di Baggio), Nola e
Facciolla.
III Commissione – Assetto ed utilizzazione del territorio – 5 componenti, 3 di maggioranza e 2 di minoranza
Composizione:
D’Egidio, Di Baggio, Romagnuolo, Fontana, De Chirico.
IV Commissione – Servizi sociali – 5 componenti, 3 di maggioranza e 2 di minoranza
Composizione:
Cefaratti, Calenda, Niro (sostituito da Di Lucente), Manzo e Primiani.
A norma di regolamento per il funzionamento dell’Assemblea, il presidente Salvatore Micone ha convocato ad horas le quattro Commissioni per l’elezione dei rispettivi Uffici di Presidenza. La I Commissione ha quindi eletto come presidente Di Lucente, come vice Cefaratti e Greco, segretario D’Egidio. La III Commissione ha eletto come presidente Romagnuolo, come vice D’Egidio e Fontana, come segretario De Chirico. La IV Commissione ha eletto come presidente Cefaratti, come vice Di Lucente e Manzo, come segretario Calenda. La II Commissione non si è riunita per mancanza del numero legale.

Le dichiarazioni di Micone dopo la riconferma alla presidenza del Consiglio regionale.
Prendendo la parola dopo la proclamazione dei risultati dell’elezione, avvenuta al primo scrutinio, che lo ha riconfermato alla guida del Consiglio regionale per i prossimi 30 mesi, il Presidente Salvatore Micone ha dichiarato: “Non nascondo essere particolarmente emozionato per aver ricevuto questa riconferma. Desidero ringraziarvi per questo attestato di stima e di riconoscimento che avete voluto riservarmi, prima come persona e poi come Presidente di quest’Assemblea. Ciò rappresenta per me motivo di orgoglio e riconoscenza per il lavoro finora svolto, al di là delle opinioni e delle vedute politiche di ogni componente di questo Consesso. In questi 30 mesi appena trascorsi, ho cercato di incarnare i principi di democrazia e di imparzialità nello svolgere il mio ruolo, prestando ascolto alle variegate e diverse istanze sollevate, accogliendo suggerimenti e consigli di ogni singolo membro di questa Assise, salvaguardando, scrupolosamente, le facoltà di ogni singolo Consigliere e dei Gruppi Assembleari, in modo tale che venisse sempre preservata la dialettica tra i diritti e le prerogative dei gruppi di maggioranza e quelle dei gruppi di minoranza. Con lo stesso spirito e lo stesso senso di responsabilità, intendo rinnovare il mio impegno nel continuare a svolgere questo importante ruolo di garanzia e di alta rappresentanza istituzionale, ricordando ad ognuno di noi, compreso me stesso, quanto sia alto e pregevole indossare l’onere e l’onore della rappresentanza popolare di cui il popolo molisano ha voluto investirci. Per temperamento politico e personale non sono portato a rendere drammatiche le cose e le situazioni, ma a definirle più semplicemente difficili e complesse; tuttavia, questo mio modo di essere non mi consente di sottovalutare in alcun modo i problemi e le difficoltà che stiamo vivendo e che abbiamo dinanzi sul piano istituzionale, sul piano politico e sul piano programmatico. 2 Non è mia intenzione dilungarmi in un lungo discorso, ma su alcuni punti è bene, colleghe e colleghi consiglieri, indicare con chiarezza con quali criteri, con quali motivazioni, verso quali obiettivi intendo sviluppare l’azione della Presidenza. Alla base dell’impegno del Consiglio regionale, della Presidenza, dell’Ufficio di Presidenza, di tutti i consiglieri, deve esserci una intensa e radicata convinzione della necessità di un forte rilancio della centralità dell’Istituzione Consiglio come centro propulsore per l’attuazione di politiche che perseguono: la coesione sociale tra le persone e fra le diverse articolazioni sociali, rappresentate nelle associazioni economiche, di categoria e sindacali; la tutela della libertà di iniziativa economica, il benessere della persona e la propria autonomia formativa e culturale; il sostegno del diritto allo studio ed alle politiche sociali e sanitarie; la tutela delle persone con disabilità, delle persone non autosufficienti, dei minori e degli adolescenti. Questo rilancio deve necessariamente passare attraverso un vigoroso impulso al funzionamento complessivo e spesso farraginoso della macchina regionale, a partire dal lavoro del Consiglio e delle Commissioni, al miglior raccordo possibile – nell’autonomia fondamentale dei ruoli – tra Consiglio e Giunta, al migliore impiego di tutti i dipendenti della Regione con la motivazione unanime ad un lavoro serio, responsabile ed impegnato. Lo dobbiamo all’immenso capitale umano e sociale dei Molisani, alla loro resilienza, al loro senso identitario, al loro senso di appartenenza che tirano fuori quotidianamente, oltre che nei momenti di sconforto, paura e difficoltà. Lo dobbiamo ad ogni singolo cittadino di questa terra. Lo dobbiamo ai Sindaci dei 136 Comuni molisani che affrontano problematiche quotidiane con ligia responsabilità accompagnate dal grande peso e dal coraggio di dover prendere spesso decisioni e scelte drastiche per tutelare le loro e le nostre comunità. 3 È in tale ottica che invito l’Aula ad affrontare le attuali ed imminenti sfide che ci attendono, dedicando centralità ai territori nella più piena armonia con l’Istituzione Consiglio e secondo i principi di sussidiarietà, partecipazione e responsabilità. L’Assemblea dispone di poteri che le conferiscono una posizione e un ruolo centrali nell’ordinamento costituzionale e nel sistema delle autonomie locali, proprio perché in grado di incidere, prevalentemente attraverso l’esercizio del potere legislativo, sulla vita delle nostre comunità. Se quest’Aula è luogo sacro ed autentico di democrazia, essa deve essere anche il luogo che ci obbliga ad assumere il nostro ruolo con serietà e rigore nei costumi, nei comportamenti all’interno di questo palazzo, nelle Commissioni come nelle sedute plenarie. Per fare ciò c’è bisogno impellente di superare quella politica fatta di dibattiti estenuanti senza giungere ad alcune conclusioni fattive e concrete, ma che solamente allontanano o negano l’approvazione di norme fondamentali per la vita comune. Occorre fare sintesi, sviluppare capacità di trovare delle sintesi superiori tra le proposizioni della maggioranza e quelle delle minoranze su grandi temi di rilievo della complessa e multiforme realtà regionale, capaci di dare risposte reali ai tanti problemi dei molisani, non è più rimandabile. Le Commissioni consiliari devono programmare le proprie sedute cadenzialmente, svolgere i propri lavori senza immobilismo ed inerzia, mettendo nel dimenticatoio la lentezza che spesso caratterizza ed accompagna l’iter legislativo dei disegni di legge presentati. Inoltre, è imprescindibile instaurare un dialogo aperto con la Giunta regionale per dare un senso di unitarietà alle proposte che emergono e per tradurle in politiche programmatiche, di indirizzo ed in attività legislative. 4 Un’attenta, serena ed equilibrata rilettura della Carta Costituzionale, dello Statuto della Regione Molise e del suo Regolamento potrebbe portarci a riscoprire che il principale compito di questa Assemblea, non è la ratifica delle decisioni prese dalla maggioranza o dalla minoranza, né il suggellare processi già compiuti in altre sedi, ma quello di prendere decisioni ulteriori e più incisive come apporti alle soluzioni proposte per il bene comune, in grado di dare corpo ad una presenza del Consiglio su tutto il territorio e verso tutti i cittadini, per il bene dei Molisani. Sostengo che questa nuova apertura possa concretizzarsi in un’opportunità che può essere eseguita e fatta maturare senza l’indebolimento dei reciproci ruoli, da un lato tra maggioranza e opposizione e dall’altro tra Consiglio ed Esecutivo regionale. Bisogna coscienziosamente assumere una forza e una rilevanza nuova, dobbiamo concretizzare fattivamente ed in maniera celere questa prospettiva, favorendo il più possibile l’impiego degli strumenti a nostra disposizione in grado di riaffermare l’autorevolezza delle scelte che siamo chiamati a compiere, nella consapevolezza che processi decisionali istruiti, aperti anche alle istanze popolari, ed arricchiti dai migliori contributi provenienti dalla società civile producono decisioni migliori. Fermamente convinto che, dalla dialettica fra maggioranza e minoranza, possono nascere nuovi e più ambiziosi obiettivi comuni ed unificanti, diretti a diffondere un nuovo sentimento collettivo di fiducia verso le istituzioni, rinsaldando la relazione fra esse ed i cittadini, auguro a tutti noi un proficuo lavoro”.

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