Giornate Fai di autunno, domenica 15 ottobre appuntamento a Lucito

Settecento proposte in oltre 350 città d’Italia, in tutte le regioni. Settecento meraviglie da scoprire che raccontano, ognuna a suo modo, l’Italia. Oltre ai luoghi del sapere, sarà possibile visitare palazzi storici, ville, chiese, castelli, ma anche esempi di archeologia industriale, laboratori artigiani e siti produttivi, ricchi di storia e curiosità. E ancora musei, collezioni d’arte, aree archeologiche, biblioteche. Tutto questo è il patrimonio culturale dell’Italia, il “nostro patrimonio”, che il FAI svela al pubblico. A chi desideri partecipare verrà suggerito un contributo libero, che andrà a sostegno della missione e dell’attività del FAI. Durante le Giornate FAI d’Autunno tutti gli iscritti al FAI potranno beneficiare degli accessi prioritari in ogni luogo aperto, di aperture e visite straordinarie in molte città e altre opportunità e iniziative speciali. In occasione di Ottobre del FAI, a chi si iscriverà per la prima volta al FAI – sia online che presso i luoghi aperti – sarà dedicata una agevolazione di 10€ in meno su ogni tipologia di quota.

Ecco le aperture della Delegazione FAI Campobasso
SOLO DOMENICA 15 OTTOBRE

LUCITO: IL BORGO E LA PINACOTECA

La nascita del borgo risale all’epoca della dominazione longobarda, quando pastori e agricoltori, per sfuggire alle invasioni, si rifugiavano nelle caverne scavate nel tufo della collina denominata “Colle a grotte”, su cui poi è sorto Lucito. Al borgo storico, che si sviluppa lungo il pendio della collina, si accedeva tramite la “Porta Maggiore”, adiacente al palazzo marchesale. Le case alte e serrate dei lati fungevano da bastioni. Una passeggiata di circa 45 minuti permetterà di scoprire l’antico borgo di Lucito, il suo palazzo e le sue chiese. Da Piazza Vittorio Veneto, punto di raccolta, il percorso guidato attraverso Porta Maggiore, l’antica porta di accesso con il suo arco a sesto acuto, proseguirà verso l’adiacente Palazzo Marchesale che con la sua possente mole domina il paese e la vallata. Al palazzo si accede attraverso un ampio portale da cui sarà possibile vedere l’elegante scalone di accesso. I visitatori saranno poi accompagnati nell’ex cappella gentilizia, dedicata un tempo a San Gennaro e oggi Auditorium, nella Chiesa madre, edificata prima del 1000 sui ruderi di un antico convento, nella chiesetta di san Rocco e a Casa D’Attilio, oggi pinacoteca. In quest’ultimo edificio sono conservati circa 50 opere del maestro Antonio Pettinicchi, pittore e incisore attivo nell’arte contemporanea. I suoi dipinti fanno riferimento alla realtà vera e autentica del Molise degli anni 60 e 70. Insieme ad altri artisti molisani negli anni 70 inizia un percorso figurativo d’avanguardia, sperimentazione e lotta riguardante le problematiche sociali di quei tempi.

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