“Apre oggi una struttura che persegue un approccio innovativo, qualcosa di tangibile, costruita per restare. Accoglienza, ristrutturazione e reinserimento è quello che colpisce qui a Rotello: non un luogo di passaggio o una casa rifugio, ma un porto sicuro cui fare riferimento nel tempo, al fine di curare le ferite delle vittime di violenza di genere, avviandole sulla strada di una possibile, concreta affermazione delle proprie risorse interiori e professionali. Un unicum per ora e una grande conquista per tutto il Molise”.
Così questa sera il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale del Molise, Vincenzo Niro, intervenendo all’inaugurazione della Casa di accoglienza intitolata ad Anna e Arnaldo Pangia all’ex Frantoio di Rotello.
“Curare le donne oltre le temporanee condizioni di forte disagio, è fine nobile, nuovo, di vera prospettiva, una formula che può aiutare la società a formare un sistema di rieducazione che parta dalle scuole e dalla comunicazione. Perciò, come rappresentante delle Istituzioni, ho accolto con favore l’invito e seguito con estremo interesse il processo di realizzazione di quella che assume i connotati dell’autentica impresa sociale. La Regione Molise darà tutta la sua collaborazione e disponibilità alle ospiti e ai gestori di un progetto serio e mi auguro ben radicato nelle nostre coscienze, nel ricordo di due cittadini benemeriti”, ha proseguito Niro.

“Un enorme grazie va a don Marco Colonna, parroco e anima dell’associazione ‘Il muro invisibile’ che con il suo gruppo di lavoro ha creato questo presidio di civiltà e futuro. Buon lavoro, poi, all’AIAF Molise Associazione Italiana Centro Associati per la Famiglia e i Minori – Sezione di Campobasso e Termoli – presieduta dall’avvocato Erika Cieri, che ha accompagnato il percorso di realizzazione dell’opera e fornirà supporto legale e di assistenza della stessa”.
Alla presenza del sindaco Marmorini e di altre autorità, la serata, coordinata dall’avvocato Romeo Trotta, è proseguita con la presentazione della nascente Taverna Sociale, che sorgerà nei locali della struttura: un ambiente concepito come laboratorio di legalità, spazio di formazione su tematiche sociali e di mutuo aiuto, e centro di raccordo con le attività del territorio.
“L’innovazione sociale si intreccerà con l’opportunità offerta alle donne di partecipare attivamente alla vita economica e culturale della comunità, rafforzando il tessuto sociale, aspetto che eleva questa struttura a rango non solo di rifugio ma anche di ponte verso un futuro possibile”, conclude il sottosegretario Vincenzo Niro a margine dell’evento.
giovedì 12 Marzo 2026 - 02:17:36 AM
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