Il Partito Democratico del Molise, dopo avere acquisito ed analizzato puntualmente i verbali dei tavoli tecnici, ribadisce il forte dissenso e la grande preoccupazione rispetto alle scelte che sono state messe in campo fino ad ora in merito alla Sanità regionale ed a quelle che potrebbero realizzarsi a breve.
Così il Pd in una nota.
“Segreteria, Assemblea e Direzione regionale PD, unitamente a tutti gli organismi territoriali ed ai rappresentanti eletti in seno alle Istituzioni, lavoreranno in ogni direzione non solo per impedire lo “smantellamento” della Sanità pubblica, ma anche per proporre idee e soluzioni che consentano il rilancio e la competitività di un Sistema pubblico che deve costituire il perno del sistema sanitario regionale e garantire il diritto alla vita ed alla salute in ogni angolo del Molise.
Rispetto a questa linea condivisa, è inaccettabile la posizione di supina accettazione e il silenzio assordante da parte di Roberti e della maggioranza regionale di centrodestra, rispetto a tutti gli atti prodotti finora dai Commissari, atti che vanno nella direzione opposta di aumentare ulteriormente il peso dei privati convenzionati in termini di costi, prestazioni e servizi, rischiando di sancire la definitiva destrutturazione del sistema sanitario pubblico (in primis delle reti dell’emergenza-urgenza), che, invece, richiederebbe interventi immediati in senso contrario, con investimenti importanti e un’adeguata programmazione.
Non è accettabile che, in violazione del principio costituzionale di leale collaborazione tra Stato e Regioni, che deve rafforzarsi e non affievolirsi in situazioni di Commissariamento come la nostra, il Consiglio regionale venga tenuto all’oscuro del contenuto del nuovo Programma operativo e che la Giunta Roberti, non solo non abbia fatto leva sulla tanto decantata “filiera istituzionale” per provare a ragionare con i Commissari su un assetto della sanità regionale che sia conforme alle caratteristiche dei nostri territori (ed alla assenza di collegamenti stradali funzionali alla esigenza di fronteggiare con efficacia le patologie tempo dipendenti), ma addirittura non conosca il contenuto del POS 2025-2027, come emerso chiaramente nel dibattito consiliare.
Invochiamo con forza (e lo faremo anche a livello nazionale) il rispetto dei principi di pubblicità, trasparenza e partecipazione: il fatto che il POS, con il benestare della Giunta Roberti, sia un tabù e un mistero, nonostante riguardi scelte strategiche vitali per la nostra regione e i suoi cittadini, non è tollerabile.
E’ doveroso ricordare che il POS, oltre ad essere il documento programmatico fondamentale per la nostra sanità regionale, costituisce anche condizione imprescindibile, nei termini dovuti, per l’erogazione del finanziamento previsto di 90 milioni da parte del Governo nazionale.
A questa gravissima situazione di opacità e di inerzia, va aggiunto, come aggravante politica, il fatto che il Presidente Roberti, per sua stessa ammissione, mediante recente dichiarazione pubblica, ha riconosciuto di non aver voluto ricoprire quel ruolo di Commissario, pur avendone la possibilità, rinunciando così totalmente al suo ruolo politico e delegando, quindi, ai Commissari, tutte le scelte strategiche relative alla Sanità, una “resa incondizionata” che ha comportato anche un evidente ed ingiustificato aumento in termini di costi.
Chiediamo nuovamente che il Commissariamento del Molise cessi quanto prima e che il Presidente Roberti si assuma tutte le responsabilità politiche su una materia fondamentale per il futuro della nostra regione, che riguarda peraltro circa l’80% del bilancio regionale.
Crediamo convintamente ancora nel primato della politica, intesa come capacità di fare scelte nell’interesse dei cittadini e di assumersi tutte le responsabilità conseguenti, crediamo ancora fortemente nella centralità di una Sanità pubblica universale in grado di dare risposte puntuali ed efficaci a tutti i cittadini all’interno di un sistema sanitario che comprenda il riconoscimento del ruolo del privato di eccellenza, ma in un rapporto di necessaria complementarietà e di integrazione virtuosa, non di sostituzione o sovrapposizione.
Il tavolo interministeriale Mef /Salute ha, oltretutto, confermato tutte le criticità relative al mancato controllo e governo degli erogatori privati e delle prestazioni rese, con un nuovo richiamo alla struttura Commissariale ad una “corretta gestione dei rapporti con gli erogatori privati accreditati” in riferimento anche “al rilevante extrabudget, peraltro sempre incrementale”.
E’ arrivato il momento di un’operazione di verità e trasparenza rispetto alle tante criticità irrisolte, al fine di garantire presidi territoriali efficienti, restituire piena dignità alle strutture esistenti e scongiurare il rischio di destrutturare ulteriormente il sistema sanitario ospedaliero pubblico, senza potenziare la sanità territoriale ma aumentando piuttosto il peso dei privati accreditati in termini di costi, prestazioni e centralità nelle scelte strategiche.
E’ doveroso affrontare in maniera risolutiva la questione dell’abnorme disavanzo sanitario del Molise, che i cittadini continuano a pagare in termini di aumento di tasse, perdita di reparti e servizi, partendo dalla sua corretta quantificazione, dall’analisi dell’origine delle cause del debito, per arrivare subito alla richiesta del suo azzeramento e comunque al necessario aumento del fondo sanitario nazionale (e, a cascata, regionale), affrontando la questione del riequilibrio dei rapporti con i privati convenzionati, la garanzia dei livelli essenziali di assistenza, la salvaguardia dei reparti cardine della sanità pubblica, l’annosa questione delle liste d’attesa, il potenziamento della sanità territoriale, il necessario investimento sul personale. Dopo 7 anni di governo del centrodestra, con la partecipazione di esponenti politici che hanno tenuto a battesimo l’apertura della voragine sanitaria, il piano di rientro e l’avvio del Commissariamento in Regione, non è più credibile lo “scaricabarile” che puntualmente si prova a fare. Occorrono risposte, proposte e richieste ferme al Governo nazionale, a partire dall’aumento della dotazione del Fondo Sanitario nazionale. Il contenuto della proposta di legge del Partito Democratico nazionale, che prevede di garantire una soglia minima del 7,5 del PIL nazionale per il fondo sanitario nazionale e l’eliminazione del tetto di spesa per il personale, deve diventare, conseguentemente e coerentemente, battaglia trasversale, affinché venga aumentato anche il fondo sanitario previsto per il Molise e si metta in campo un forte investimento per il personale, in modo da rendere il Sistema sanitario pubblico, sin da subito, più attrattivo, sicuro ed efficiente.
A tal fine, il PD Molise, continuando ad esercitare il suo ruolo non solo di opposizione e controllo nei confronti del Governo regionale, ma anche di proposta costruttiva, si spenderà in ogni modo e a tutti i livelli territoriali, per questa battaglia vitale per la nostra regione al fianco di cittadini, associazioni, operatori sanitari e amministrazioni, a tal proposito, manifesta piena condivisione e sostegno all’iniziativa del Comune di Campobasso di impugnare il decreto di riorganizzazione delle “Rete Ictus” e a tutte le altre amministrazioni che decideranno di opporsi al “taglio” di ulteriori reparti fondamentali come quello di emodinamica.”
venerdì 29 Agosto 2025 - 11:01:04 PM
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