“Cominciamo a raccogliere i primi frutti della forte e decisa mobilitazione messa in campo a difesa delle nostre aziende e dei consumatori”. Così Claudio Papa, presidente regionale di Coldiretti Molise, accoglie l’annuncio di stanziare più risorse (circa 45 miliardi di euro) per la futura Politica Agricola Comune (Pac) che per l’Italia, secondo il ministro Francesco Lollobrigida, si tradurrebbe nell’aumento di circa 10 miliardi aggiuntivi rispetto ai 31 già previsti tra il 2028 e il 2034.
Tuttavia, Coldiretti Molise teme che il maggiore stanziamento di risorse possa servire a facilitare il via libera all’accordo Mercosur che aprirebbe il mercato europeo a prodotti agricoli sudamericani (come carne, riso, zucchero…) importati a prezzi competitivi ma prodotti senza rispettare gli stessi standard sanitari, ambientali e di sicurezza alimentare dell’UE, minacciando in tal modo il reddito degli agricoltori e la salute dei consumatori, in assenza del rispetto del principio di reciprocità secondo cui chi vuol vendere nei mercati UE deve rispettare le medesime regole vigenti nei Paesi membri.
Dunque, pur apprezzando il risultato dell’aumento dei fondi della Pac, “la posizione di Coldiretti Molise nei confronti della presidente Ursula von del Leyen, spesso in contrasto anche con l’orientamento dello stesso Parlamento UE – afferma il direttore Aniello Ascolese – resta critica. Infatti, è stata proprio la sua politica autocratica – spiega Ascolese – che lo scorso dicembre ha spinto l’Organizzazione a scendere in piazza a Bruxelles per protestare non solo contro i tagli all’agricoltura ma anche contro la ratifica del Mercosur, un accordo che potrà essere approvato solo dopo l’introduzione reale e vincolante dei principi di salvaguardia e di piena reciprocità, e non di clausole formali o strumentali”.
Numerose sono le battaglie che Coldiretti sta portando avanti a livello europeo a difesa di aziende e cittadini. Fra queste fondamentale importanza assumono: l’abrogazione della regola dell’origine del codice doganale, che permette di etichettare come “Made in Italy” cibi provenienti da Paesi extra UE, purchè l’ultima lavorazione avvenga in Italia, e la richiesta di etichettatura obbligatoria con indicazione del Paese di provenienza, norme fondamentali per fermare l’inganno sul cibo a danni dei consumatori e dei ostri produttori agricoli; a questi si aggiungano poi anche la lotta ai cibi sintetici ed ultraformulati, come anche la riduzione della burocrazia che schiaccia le aziende agricole costringendole a inaccettabili lungaggini che rallentano l’ottenimento di finanziamenti sottraendo anche tempo prezioso al lavoro dei nostri imprenditori.
“Per tutto questo – conclude il direttore Ascolese – Coldiretti Molise non abbasserà la guardia assicurando la propria azione sindacale e di sostegno alle aziende come ai cittadini/consumatori, auspicando un 2026 che segni un deciso e positivo cambio di rotta a favore dell’intero settore primario regionale e nazionale”.
giovedì 8 Gennaio 2026 - 08:25:02 PM
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