Le lavoratrici e i lavoratori delle aziende SATI e ATM annunciano l’avvio di una fase di mobilitazione a seguito dell’ennesimo mancato pagamento degli stipendi e delle persistenti violazioni contrattuali e normative che da troppo tempo caratterizzano il settore del trasporto pubblico locale in Molise.
È stato programmato un presidio per martedì 27 gennaio davanti alla Prefettura, per chiedere un intervento immediato delle istituzioni a tutela dei lavoratori e della regolarità del servizio pubblico.
“Contestualmente – continuano Faisa Cisal, Filt Cgil e Fit Cisl – annunciamo che è in preparazione anche la terza proclamazione di sciopero regionale, resa inevitabile dall’immobilismo e dalla complicità di fatto della Regione Molise, che continua a non adottare sanzioni e provvedimenti efficaci nei confronti di due aziende che risultano irrispettose del CCNL e delle norme vigenti.
La situazione ha ormai superato ogni limite di tollerabilità. Oltre a non percepire lo stipendio nei tempi dovuti, i lavoratori vengono sottoposti a condizioni umilianti e ricattatorie: in molti casi, infatti, chi è addetto alla vendita dei titoli di viaggio a bordo è costretto ad anticipare di tasca propria le somme necessarie per la gestione della bigliettazione. In caso contrario, scattano sanzioni disciplinari. Un fatto già avvenuto in passato nei confronti di un dipendente SATI, episodio che denunciammo pubblicamente all’epoca e che oggi si ripropone come prassi tollerata.
È inaccettabile che, in un servizio pubblico finanziato con risorse pubbliche, si arrivi a sanzionare i lavoratori per costringerli ad anticipare denaro personale per la compravendita dei biglietti. È un’ulteriore assurdità su cui la Regione, nonostante le segnalazioni, non è mai intervenuta. Siamo all’assurdo: si pretende continuità del servizio e “correttezza” amministrativa scaricando tutto sulle spalle di chi lavora, mentre chi viola regole e contratti resta impunito.
Chiediamo alla Prefettura di convocare con urgenza un tavolo di confronto e alla Regione Molise di assumersi finalmente le proprie responsabilità, interrompendo questo sistema di tolleranza verso irregolarità ripetute e gravi. Non può esistere trasporto pubblico efficiente senza il rispetto dei diritti, delle retribuzioni e della dignità di chi ogni giorno garantisce il servizio.”
giovedì 22 Gennaio 2026 - 09:06:23 PM
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