“Così come avvenuto nel corso di tutto il 2025, la Regione Molise ha regolarmente effettuato il pagamento alle aziende di Trasporto Pubblico Locale, comprese Sati e Atm. Martedì 20 gennaio 2026, il bonifico è stato inviato ed è nelle disponibilità delle aziende. Queste le due Determine di pagamento del Servizio Mobilità: nr 171 del 20 gennaio 2026, relativa ai servizi prestati nella mensilità di dicembre, e numero 177, sempre del 20 gennaio 2026, relativa alle corse aggiuntive autorizzate”.
E’ quanto afferma il sottosegretario alla giunta regionale, con delega ai trasporti, Vincenzo Niro, rispondendo ai sindacati sui ritardi della Regione.
“Contrariamente a quanto affermato da alcune sigle sindacali, in questa come in altre occasioni, la Regione non è stata affatto immobile, attivandosi puntualmente sul piano dei provvedimenti amministrativi per quanto di competenza. Le affermazioni dei sindacati Faisa Cisal, Filt Cgil Molise e Fit Cisl Abruzzo Molise sono denigratorie e gratuite nei confronti della Regione che ha sempre mostrato vicinanza ai lavoratori tutelandoli nelle sedi istituzionali e con gli strumenti a disposizione.
Siamo consapevoli delle responsabilità di cui la Regione è investita, del rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori che svolgono un servizio essenziale per la comunità, ma non condividiamo le accuse di ‘immobilismo e complicità’ così come mosse dai sindacati. Siamo vigili e attenti al rispetto del contratto di servizio e sempre pronti al confronto, come avviene sempre più spesso con le parti sociali, e i sindacati – questo è l’aspetto che amareggia maggiormente – ne sono pienamente consapevoli”.
La replica.
“Le organizzazioni sindacali sono rimaste basite dalle dichiarazioni del delegato ai trasporti, Dott. Niro”, rispondono i sindacati. “Le conclusioni possibili sono soltanto due: o non ha compreso fino in fondo le reali ragioni dello stato di insoddisfazione, oppure ha scelto di “fare l’indiano”, espressione che indica la volontà di evitare il confronto sul merito delle questioni sollevate, non esiste un’altra spiegazione.
È doveroso chiarire un punto che non ammette equivoci: in tutti questi anni non esiste una sola affermazione sindacale che abbia attribuito alla Regione Molise la responsabilità dei ritardi nel pagamento delle retribuzioni, causati da presunti ritardi nelle compensazioni alle società.
Al contrario, le OO.SS. hanno sempre sostenuto che tali ritardi risultano ancor più ingiustificabili proprio perché la Regione Molise, caso pressoché unico in Italia, paga mensilmente e generosamente, in modo puntuale, le aziende, come dimostrato dai nume rosi comunicati ufficiali. A smentire definitivamente ogni tentativo di scaricare le responsabilità sui tempi di pagamento regionali è il confronto con la vicina Regione Abruzzo: qui i pagamenti alle aziende avvengono con cadenza non si registra alcun caso di ritardo nel pagamento trimestrale, e non mensile come in Molise, ma delle retribuzioni ai dipendenti.
Un dato che dimostra in modo inequivocabile come il problema non risieda nei flussi finanziari regionali, bensì nella gestione delle aziende e nella mancanza di controlli e sanzioni.
Le scriventi OO.SS. non hanno mai rilasciato dichiarazioni denigratorie o gratuite. Prendiamo invece atto che non vi è stata alcuna replica nel merito alle contestazioni sollevate. Anzi, le dichiarazioni del dott. Niro, secondo cui la Regione avrebbe regolarmente pagato le aziende, aggravano ulteriormente il quadro.
Fra l’altro, non c’è solo il pagamento delle retribuzioni, che riguarderebbe una sola azienda, le Organizzazioni Sindacali hanno avviato una mobilitazione, con scioperi e presidi, poiché le motivazioni che hanno condotto allo sciopero e alle proteste sono molteplici e vanno dalla insoddisfazione del personale per le condizioni di lavoro, lavorative ed economiche, nonostante la Regione abbia finanziato il contrato di secondo livello, rimasto lettera morta, alle violazioni vere e proprie di normative, anche di sicurezza, tipo fermate e riposi al personale.
Tutte le violazioni delle aziende, pur regolarmente segnalate, sono rimaste non solo prive di provvedimenti sanzionatori, ma, in alcuni casi, i dipendenti sono stati addirittura colpevolizzati. Preferiamo non proseguire oltre, poiché nelle dichiarazioni di sciopero sono dettagliatamente elencati i numerosi motivi di insoddisfazione che la Regione ha preferito ignorare, pur in presenza di evidenti violazioni del contratto di servizio da parte delle aziende.
Inoltre, aggiungiamo, le OO.SS. hanno già espresso forti critiche rispetto al bando di gara articolato su due lotti, in un bacino che non arriva nemmeno al minimo di legge di 350.000 abitanti, è per semplicemente ridicolo. Ci sembra una modalità, sbagliata, proteggere lo status quo. Stante la situazione, è arduo ipotizzare un miglioramento futuro del TPL se non c’è una crescita di dimensioni e di capacità delle aziende.
Secondo il nostro parere la Regione ha due possibilità: una società in – house, svincolata da giochi politici, od il bando di gara con un unico lotto ed invito a partecipare alle maggiori aziende del settore”.




