Il Giorno del Ricordo impone alla coscienza collettiva di confrontarsi con una delle pagine più dolorose e a lungo taciute della storia del Novecento italiano. A sostenerlo è il presidente della Regione, Francesco Roberti.
“Le foibe e l’esodo giuliano-dalmata rappresentano una ferita profonda, fatta di persecuzioni, violenze e sradicamenti che colpirono migliaia di persone innocenti, travolte da un clima di odio e sopraffazione.
Ricordare non significa riaprire divisioni, ma affermare con chiarezza il valore della verità storica e della dignità umana. È un atto di giustizia verso le vittime e verso le loro famiglie, troppo a lungo private di ascolto e riconoscimento, ed è al tempo stesso un esercizio di responsabilità civile.
Questa giornata non è soltanto un momento di commemorazione, ma un’occasione di consapevolezza: la memoria serve a comprendere fino a dove possono condurre l’intolleranza, il fanatismo ideologico e la negazione dei diritti fondamentali della persona.
La Regione Molise partecipa con rispetto e vicinanza al ricordo delle vittime delle foibe e degli esuli giuliano-dalmati, riaffermando il proprio impegno a promuovere una cultura fondata sulla libertà, sul rispetto reciproco e sulla convivenza pacifica tra i popoli.
Solo una memoria lucida, condivisa e libera da strumentalizzazioni può diventare fondamento autentico di un futuro di pace, democrazia e dignità”.
Commemorazione in Consiglio regionale
In apertura della seduta odierna del Consiglio regionale il presidente Pallante ha voluto commemorare insieme all’Assise il Giorno del ricordo.
Pallante dopo aver ricordato che il Giorno del ricordo è stato istituito dal Parlamento italiano con legge n. 92 del 30 marzo 2026, ha evidenziato come “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale, rappresenta per questa alta Istituzione rappresentativa di tutte le forze politiche operanti nel nostro sistema democratico un dovere storico oltre che un impegno morale con la nostra coscienza di italiani.
Il nostro pensiero oggi va a coloro che trovarono la morte nelle foibe e alle centinaia di migliaia di esuli che dovettero lasciare l’Istria, Fiume e la Dalmazia per paura di fare la stessa fine, iniziando una lunga e tormentata pregrinatio in una Italia del dopoguerra che in non pochi casi non seppe, e talvolta non volle, capire le ragioni e le conseguenze del loro dramma di italiani, costretti senza motivo a lasciare il proprio lavoro, la propria quotidianità e la propria casa agli slavi, in odio delle propria nazionalità.
Oggi, infatti, facciamo memoria di quei fatti, ricordiamo le sofferenze di quelle donne, di quegli uomini, di quei bambini e di quegli anziani, molti dei quali malati, che soffrirono privazioni, oltraggi e umiliazioni prima in Istria e nelle aree limitrofe e poi nei tanti campi di ricovero più o meno temporanei in diverse zone della penisola.
Violenze, discriminazioni e persecuzioni frutto di odio e rancore di stampo nazionalistico e politico.
Lo stesso odio e il medesimo rancore che purtroppo, ancora oggi, sono alla base di ogni ingiusta persecuzione nel mondo di singole persone, di gruppi più o meno organizzati, se non di popoli interi.
Da questo giorno e dal ricordo di quei fatti, dunque, colleghi, dobbiamo prendere la forza politica, la determinazione operativa e la convinzione ideologica per far sì che mai qualcuno possa nel futuro essere discriminato per la propria nazionalità o per la propria cultura.
Solo avendo rispetto degli altri avremo realmente rispetto di noi stessi, del nostro passato, delle nostre tradizioni e dei nostri valori più sacri.
Difatti, la capacità di guardare al passato con pacatezza e obiettività, facendo ammenda degli errori compiuti da ogni parte, rende un popolo forte e capace di continuare ad essere, come sempre è stato quello italiano, faro di civiltà e fucina di idee e di politiche che hanno dato vita a grandi conquiste democratiche, sociali e culturali”.
Manifestazioni a Campobasso e Isernia
In occasione del Giorno del Ricordo, solennità civile istituita per conservare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, alle 11:30, presso il Giardino del Ricordo a Parco dei Pini, a Campobasso, si terrà un momento di raccoglimento. Come avviene ormai da diversi anni, parteciperanno anche gli alunni dell’Istituto D’Ovidio, plesso di via Berlinguer, protagonisti di un momento di riflessione condivisa. La cerimonia si concluderà con la deposizione di un mazzo di fiori sotto la targa commemorativa dedicata a tutte le vittime delle Foibe.
Il Comune di Isernia, invece, in sinergia con la Prefettura di Isernia, l’Istituto Regionale per gli Studi Storici del Molise (IRESMO) e l’Unione degli Istriani, promuove un momento di riflessione condivisa che si terrà alle ore 18.30, nella sala Raucci di palazzo San Francesco.
Celebrare il Giorno del Ricordo, vuol dire rendere giustizia a migliaia di italiani che, per troppo tempo, sono stati dimenticati o ignorati dai libri di storia. Le foibe e l’esodo giuliano-dalmata rappresentano una ferita profonda nel tessuto del nostro Paese, un dramma di violenza, sradicamento e silenzio.
Ѐ compito, in primo luogo, delle Istituzioni, coltivare il ricordo e contribuire alla costruzione di una coscienza civile comune fondata sul rispetto della dignità umana.
L’evento di domani si articolerà in un momento di inquadramento storico, dal titolo “Memoria, storia e responsabilità. Le Foibe e l’esodo giuliano – dalmata nel Novecento italiano” e un momento di ricostruzione di una vicenda molisana, intitolato “Le vittime delle Foibe della provincia di Isernia”.
Sarà una importante occasione di riflessione e di confronto alla quale auspico possano partecipare anche numerosi cittadini.





