La sindaca di Campobasso, Marialuisa Forte, ieri pomeriggio ha preso parte a Roma, al Parco del Foro Italico, alla celebrazione nazionale per gli ottant’anni del primo voto alle donne, un appuntamento promosso dalla ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità Eugenia Roccella insieme al ministro per lo Sport Andrea Abodi, per ricordare una delle conquiste più decisive della storia repubblicana. Accanto a lei era presente la Consigliera delegata alle Pari Opportunità, Annamaria Trivisonno, a testimonianza dell’impegno del Comune nel promuovere una partecipazione piena e consapevole delle donne alla vita pubblica.
L’evento “Voto alle donne – La democrazia italiana compie ottant’anni” ha riunito ministre, sindache e amministratrici da tutta Italia, insieme alla campionessa olimpica Francesca Lollobrigida, e ha visto la partecipazione della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Nel suo intervento, la premier ha richiamato il significato profondo di questo anniversario, riconducendo il proprio arrivo alla guida del governo non solo al percorso personale, ma soprattutto al cammino di quelle donne che, prima di lei, hanno sfidato pregiudizi e barriere sociali. Ha attribuito a loro — al loro sacrificio, al loro talento e al coraggio di essere sé stesse quando farlo non era scontato — la possibilità che oggi una donna possa ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio. Da quel solco, ha osservato, nasce l’impegno a garantire condizioni concrete di parità: libertà di scegliere il proprio futuro, riconoscimento del merito e servizi che permettano davvero a tutte di partire dallo stesso livello.
Il senso più profondo di questa ricorrenza è stato espresso con chiarezza dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in un suo recente intervento ha ricordato come «ottant’anni fa il primo voto delle donne ha impresso un carattere democratico indelebile alla Repubblica e ha segnato simbolicamente l’unità del popolo». Una definizione che restituisce pienamente la portata storica di quel passaggio: l’ingresso delle donne nella vita politica del Paese non fu una concessione, ma una conquista frutto di impegno, coraggio e partecipazione. Fu resa possibile dalla loro presenza attiva nella Resistenza e dalla scelta, nel 1946, di candidarsi nonostante incomprensioni e pregiudizi. Quelle donne hanno aperto la strada.
«Su quella stessa strada si colloca l’impegno delle donne di oggi» – dice la sindaca Marialuisa Forte –. «La determinazione che animò le protagoniste del 1946 rivive nelle sindache dei piccoli comuni del Molise e delle aree interne del Paese, territori che affrontano spopolamento, fragilità demografica e isolamento infrastrutturale. Con resilienza e dedizione, queste amministratrici lavorano ogni giorno per le loro comunità senza arretrare. Il loro impegno dimostra che quella conquista non appartiene solo al passato: continua a vivere nelle scelte quotidiane di chi, oggi, tiene insieme comunità piccole ma preziose, spesso lontane dai riflettori ma centrali per la tenuta democratica del Paese».

Per la sindaca di Perugia e delegata Anci alle Pari Opportunità, Vittoria Ferdinandi, «il primo voto delle donne rappresentò un vero passaggio di soglia, un atto di dignità collettiva. In quel momento – ha spiegato durante il suo intervento a nome di tutte le sindache che occupano la prima linea della democrazia – la voce delle donne smise di essere un’eco confinata nella sfera privata e divenne finalmente voce pubblica. Con il diritto di voto, le donne divennero pienamente cittadine. Non si tratta solo di un dettaglio storico, ma di un simbolo potente. Il 10 marzo 1946 le donne entrarono per la prima volta nel governo degli enti locali. Non fu un caso: i Comuni sono il primo presidio di cittadinanza, la prima linea dei diritti democratici. È nei Comuni che i diritti diventano servizi, che la democrazia prende forma concreta nella vita quotidiana delle persone. Quel 10 marzo furono elette sei sindache. Un numero piccolo, ma dal valore enorme. Senza la piena partecipazione delle donne, la nostra democrazia non sarebbe mai potuta essere compiuta. È proprio nella differenza, nella pluralità delle esperienze e degli sguardi, che la democrazia cresce e si rafforza. E la nostra democrazia è cresciuta grazie alle donne».
Alla manifestazione hanno partecipato molti esponenti del governo, portando la testimonianza di donne del passato e del presente che si sono distinte nel loro campo, nonché la cantante Arisa, reduce dall’ultimo Festival di Sanremo, che ha cantato l’Inno di Mameli. Accanto alla Lollobrigida, altre due campionesse dello sci: Manuela Di Centa e Deborah Compagnoni.

mercoledì 4 Marzo 2026 - 02:34:58 PM
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