L’attività delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Campobasso prosegue incessante nel contrasto alle forme più diffuse di economia sommersa, con particolare attenzione al fenomeno del lavoro nero e irregolare. Nel mirino dei militari del Corpo è finito, nei giorni scorsi, anche il gestore di un locale di Termoli, all’interno del quale veniva accertata la presenza di quattro donne la cui posizione lavorativa non era stata comunicata preventivamente al loro impiego, come previsto dalla normativa di settore.
Gli ulteriori approfondimenti confermavano che le predette dipendenti erano da considerarsi lavoratrici “in nero”, e pertanto al datore di lavoro veniva applicata la prevista sanzione amministrativa pecuniaria che può arrivare fino a 9000 euro per ogni lavoratore irregolarmente impiegato.
Nel corso del corrente anno, in ambito provinciale, sono stati individuati dai Reparti della Guardia di finanza di Campobasso 18 lavoratori impiegati “in nero”, con la segnalazione di 12 datori di lavoro per utilizzo di manodopera irregolare e in nero.
Il lavoro nero costituisce una zavorra insostenibile per il sistema economico del Paese, da una parte sottraendo fondamentali risorse all’Erario e, dall’altra, minando gli stessi interessi dei lavoratori, spesso sottoposti a sfruttamento. Inoltre, il fenomeno rappresenta una non trascurabile distorsione dell’economia di mercato, favorendo la concorrenza sleale a discapito delle imprese che operano in maniera lecita.
sabato 31 Gennaio 2026 - 09:35:03 PM
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