Arcigay Molise esprime la propria ferma opposizione al conferimento dell’Onorificenza del Molise e della Fierezza Sannita prevista per Vittorio Feltri, come annunciato dalla stampa locale per domani, 12 dicembre, a Termoli presso il salone del Comune.
“Riteniamo che la nostra regione meriti di conferire riconoscimenti coerenti con i propri valori civili, fatti di accoglienza, rispetto e inclusione”, afferma Arcigay.
“La figura di Vittorio Feltri, nel corso del tempo, si è resa protagonista di numerose dichiarazioni pubbliche che riteniamo incompatibili con l’idea stessa di un’onorificenza istituzionale.
Nel luglio 2018, durante la trasmissione L’Aria che Tira su La7, Feltri affermò: «Milano è un vivaio di finocchi», aggiungendo che non avrebbe mai usato la parola “gay” perché preferiva chiamare le persone LGBT+ con epiteti come «ricchioni» o «froci». Anche in ulteriori interventi pubblici ha sostenuto che parole come “frocio” non sarebbero offensive perché presenti nei dizionari, legittimando così l’uso pubblico di un linguaggio denigratorio verso le persone LGBT+.
Da ricordare inoltre il titolo di Libero del 2019: “Calano fatturato e PIL, ma aumentano i gay”. Dopo lo scalpore e l’indignazione suscitati, l’allora direttore editoriale Feltri si giustificò in maniera assurda: «Abbiamo semplicemente fatto una fotografia dell’Italia: che calino il fatturato e il PIL è un dato di fatto, e che aumentino i gay pure. Tra la prima e la seconda frase c’è un avversativo. Li abbiamo messi assieme solo perché è una fotografia di due fenomeni italiani: dove è il problema? Non riesco a capire. Sono critiche ridicole».
Diverse sono state anche le dichiarazioni sessiste: nel maggio 2025, durante una trasmissione Rai, Feltri dichiarò che “le donne vittime di violenza possono venire a casa mia. Se sono bone”; in un editoriale del novembre 2020 su Libero, commentando il caso di una ragazza stuprata, scrisse che la vittima “ingenua” avrebbe fatto meglio a stare alla larga; nel marzo 2019, su Twitter, attaccò la giornalista Lilli Gruber sostenendo che lei avrebbe meno diritto di parlare di aborto perché “è in menopausa quindi non ha più titoli dei maschi per discettare del tema”; nel febbraio 2018 criticò un manifesto contro molestie sessuali firmato da attrici italiane scrivendo su Twitter: “Guardo le foto di alcune firmatarie… e mi domando chi possa avere il coraggio di sfiorarle”; nel febbraio 2017 pubblicò su Libero un titolo sessista su Virginia Raggi, definendola “Patata bollente”, riducendo la sindaca a oggetto di allusioni sessuali. L’episodio suscitò forte indignazione e Feltri fu condannato per diffamazione aggravata, confermando il carattere sessista e offensivo della pubblicazione.
Nel 2021, inoltre, dichiarò di volere Hitler al governo e sempre nello stesso anno, in un’intervista a Le Iene, lo definì “severo ma giusto”, suscitando indignazione e condanne da parte di associazioni e istituzioni. “
sabato 31 Gennaio 2026 - 05:35:39 PM
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