“L’emendamento non è stato bocciato. La verità è che, dopo aver ricevuto i pareri favorevoli del Ministero della Salute e la riformulazione del Ministero dell’Economia, a causa dell’ostruzionismo del centrosinistra in Commissione, circa un centinaio di emendamenti – tra cui quello a mia firma – non sono stati posti in votazione. Di conseguenza, il provvedimento è passato direttamente in Aula”.
E’ quanto precisa la deputata molisana di Fratelli d’Italia, Elisabetta Lancellotta, in merito al suo ultimo emendamento in tema di sanità, dopo la nota della consigliera Fanelli.
“Dopo anni di indifferenza verso le necessità del Molise, dopo un decennio al Governo del Paese e dopo aver espresso anche ministri della Salute, ancora una volta il PD molisano ha tifato contro il Molise.
Non accettiamo né lezioni né morali da parte di chi non ha mai fatto nulla per la sanità del Molise. Avrebbero potuto votare e sostenere il mio emendamento alla Legge di Bilancio 2025, oppure presentare un subemendamento: hanno scelto di votare contro. Avrebbero potuto sostenere l’emendamento Lotito o presentare un subemendamento alla Legge di Bilancio di quest’anno: hanno preferito votare contro.
Né ieri al Governo né oggi all’opposizione vi è traccia di un loro atto, uno soltanto, a favore del Molise.
Il mio impegno, quello di Fratelli d’Italia e quello dell’intero centrodestra sulla sanità, così come su ogni altra esigenza dei molisani, è stato, è e sarà massimo.
Ho già avviato un’interlocuzione serrata con il Governo per incardinare, in un prossimo provvedimento legislativo, le modifiche necessarie al nostro sistema sanitario.”
La nota di Fanelli
“Il castello di carte della destra è crollato definitivamente e in modo drammatico. Nonostante i proclami della vigilia, l’emendamento Lancellotta al decreto Milleproroghe — l’ultima spiaggia per salvare i conti della nostra sanità — non è stato approvato in Commissione Bilancio alla Camera. Il termine per la discussione è scaduto senza il via libera e, con il Governo pronto a porre la fiducia al Senato, il testo resta blindato: l’emendamento è definitivamente saltato. Si torna così al testo della legge di bilancio, con norme capestro per il Molise e un rompicapo senza soluzione per chiudere il bilancio.
Ieri, insieme alla nostra capogruppo Maria Cecilia Guerra (all. 1 foto), abbiamo tentato di seguire un iter al cardiopalma che si è trasformato in un incubo per i cittadini molisani: tutte le speranze di quadrare i conti con l’aiuto del Governo — seppur subordinato a una serie di adempimenti dei Commissari e altro — sono andate a sbattere.
D’altronde, il testo arrivato oggi in Commissione (l’emendamento Lancellotta revisionato: all. 2) e accantonato alle 14:00, risultava persino peggiorativo rispetto alle già critiche condizioni di partenza della prima versione. Il contributo statale scendeva da 90 a 80 milioni di euro: dieci milioni fondamentali persi in un istante. Inoltre, sempre in quella proposta non passata, la scadenza per il ripiano del deficit residuo veniva accorciata al 2028 anziché al 2029.
Senza la deroga chiesta, resta l’obbligo del ‘disco verde’ entro il 28 febbraio per gli adempimenti del Piano Operativo (POS) e una serie di altre questioni. Una scadenza che, a soli dieci giorni da oggi, è tecnicamente impossibile da rispettare. Perderemo tutto? Come si chiuderà il bilancio? Il Governo regionale troverà un modo per impugnare la norma capestro della legge di bilancio? Verrà riproposta una nuova modifica normativa nazionale? Ma se accadesse a scadenze già maturate, con quali effetti?
Siamo di fronte a un ‘pasticcio’ giuridico, finanziario e, soprattutto, politico. Oggi il disavanzo della sanità molisana tocca i 130 milioni di euro a fronte di un buco che non trova coperture. Come si fa ad andare avanti? La destra, a Roma come a Campobasso, ha fallito su tutta la linea: hanno promesso soluzioni e hanno consegnato il Molise al default. A questo punto, la Regione non può fare altro che portare i libri in tribunale.”




