«Sulla demolizione e ricostruzione dell’ex Hotel Roxy, un intervento dal valore di 35 milioni di euro finanziato con risorse FSC, la Giunta regionale sta procedendo in modo superficiale e privo degli elementi minimi di trasparenza e coerenza amministrativa. Ho presentato un’interpellanza perché ciò che emerge dalla Delibera n. 46 del 25 febbraio 2026 è un quadro confuso, in cui decisioni politiche già prese vengono mascherate da atti preliminari».
A dirlo è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina, che denuncia innanzitutto l’assenza di una perimetrazione chiara dell’intervento. «Si parla genericamente di “parte dell’area adiacente l’ex Stadio Romagnoli”, ma negli atti non compare alcuna planimetria, non c’è un confine preciso e non si spiega cosa accadrà alla restante parte dell’area non inclusa nel progetto. È impensabile che un intervento di questa portata venga presentato con termini vaghi, che lasciano spazio a interpretazioni discrezionali. I cittadini hanno diritto a sapere esattamente cosa verrà trasformato e cosa no, e quale destino si intenda attribuire al resto dell’ex Romagnoli».
Il consigliere evidenzia anche altro: «Nel cronoprogramma compaiono contemporaneamente sia la redazione del progetto esecutivo sia l’ipotesi di appalto integrato, senza che venga eliminata l’opzione non pertinente. È impossibile capire quale sia l’indirizzo definitivo della Regione sulla tipologia di gara da avviare, perché gli atti tengono aperte due strade incompatibili tra loro. Una situazione che rivela un livello di approssimazione inaccettabile per un’opera da 35 milioni di euro e alimenta anche dubbi sulla procedura che si intende seguire, dubbi che hanno un impatto anche sul risultato atteso».
L’interpellanza mette in evidenza, tra le altre cose, la scelta della Giunta di trasformare l’intervento da avviso pubblico a titolarità regionale diretta: «Una decisione che accentra nelle mani della Regione sia il ruolo di programmatore sia quello di attuatore delle risorse FSC, con tutte le responsabilità che ne derivano sul piano amministrativo e rendicontativo. Un cambio di governance così significativo e se vogliamo anche positivo, non può tuttavia avvenire senza una motivazione chiara».
Gravina chiede poi alla Giunta anche di essere chiara nel dichiarare se ha valutato o meno, in via preliminare, l’eventuale ricorso a forme di partenariato pubblico-privato e, inoltre, quali determinazioni intenda assumere rispetto al concorso di idee già in possesso dell’Ente e rispetto alle eventuali proposte di finanza di progetto pervenute in passato in relazione al medesimo immobile.
Inoltre, Gravina richiama anche le deliberazioni del Consiglio comunale di Campobasso. «Gli atti del Consiglio comunale, organo competente in materia urbanistica, chiedono da tempo di tutelare l’area dell’ex Romagnoli come spazio verde e di salvaguardare la vivibilità urbana, ma la Giunta regionale le ignora completamente, come se non esistessero».
«Non sono contrario alla riqualificazione dell’area né alla razionalizzazione delle sedi istituzionali, anzi, sarebbe un risultato tanto atteso dai campobassani, per via del degrado che interessa l’area, e dai molisani, per via dei possibili risparmi che nel lungo periodo si genererebbero sull’abbattimento dei costi per le locazioni, ma sono contrario a decisioni prese senza basi, senza analisi, senza un percorso amministrativo solido – conclude Gravina –. Campobasso e l’intera Regione hanno diritto a scelte trasparenti, ponderate e documentate, non a interventi calati dall’alto e privi di confronto. Questa interpellanza nasce proprio per restituire chiarezza su un progetto che avrà un impatto enorme sulla città e sulla programmazione regionale dei prossimi anni e che lascia ancora interrogativi aperti sulla reale fattibilità dell’intervento».
venerdì 17 Aprile 2026 - 09:04:12 AM
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