Costruire ponti attraverso il dialogo e la comprensione reciproca: è questo il cuore dell’iniziativa “Un passaporto per l’identità”, svoltasi martedì 3 marzo 2026 presso il Liceo delle Scienze Umane “Vincenzo Cuoco”. L’evento, dedicato a tessere la propria identità culturale nel complesso processo di integrazione, ha visto una partecipazione attiva e sentita da parte degli studenti e degli operatori del settore.
L’incontro è stato aperto dai saluti istituzionali della Dirigente Scolastica, Maria Teresa Vitale, e da un intervento particolarmente significativo di Rossella D’Orsi, Supervisore del Progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) di Agnone, di cui il Comune di Agnone è ente locale titolare e il Consorzio di Libere Imprese è l’ente attuatore. La D’Orsi ha sottolineato con forza la missione del SAI: non solo accoglienza, ma costruzione di ponti solidi tra chi arriva e la comunità che ospita, ribadendo come Agnone rappresenti oggi un presidio fondamentale per la cultura dell’inclusione nel territorio molisano.

Il cuore pulsante della mattinata è stato il dialogo diretto tra gli studenti e due giovani beneficiari del progetto. Le loro parole hanno illuminato l’aula. Hanno raccontato il viaggio, non solo quello fisico attraverso le frontiere, ma quello interiore: una metamorfosi dell’io che cambia, si adatta e si arricchisce nell’impatto con la realtà italiana. A guidare questa riflessione profonda è stata la moderatrice, la professoressa Maria Rosaria Calabritto, che ha saputo lasciare spazio ai sentimenti dei ragazzi, permettendo ai relatori di restare in una posizione di ascolto attivo. La dottoressa Marika Mastrostefano, psicologa clinica del SAI, ha approfondito il concetto di crisi identitaria, spiegando come il lavoro psicologico all’interno del progetto sia cruciale per supportare i migranti nella delicata fase di costruzione di una nuova immagine di sé.
Il contributo accademico non è mancato grazie all’intervento della professoressa Letizia Bindi, antropologa dell’Università degli Studi del Molise e direttrice del centro BIOCULT. Le sue parole sulle “identità fluide” e sulle “società liquide” hanno offerto una chiave di lettura scientifica a un fenomeno che spesso viene vissuto solo come emergenza, trasformandolo invece in un’opportunità di crescita collettiva.
Il Progetto SAI di Agnone, coordinato dalla dottoressa Giuseppina Mitri, si conferma così una realtà d’eccellenza, capace di uscire dai centri di accoglienza per entrare nel tessuto sociale e formativo. Il dibattito finale, che ha visto gli studenti porre domande dirette e senza filtri ai loro coetanei stranieri, ha dimostrato che il “passaporto per l’identità” è un documento che si firma insieme, attraverso il confronto e l’abbattimento del pregiudizio.


mercoledì 4 Marzo 2026 - 03:51:21 PM
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