Grandissimo successo sabato sera per il magico evento che ha suggellato, in prima italiana e internazionale, i 125 anni dalla nascita di Louis Daniel Armstrong, tra i più importanti e influenti musicisti del ‘900, jazzista mondiale, ma anche attore e soprattutto talento innovatore che ha contribuito in maniera determinante ad esportare la musica jazz dagli Stati Uniti in tutto il pianeta. E così, il progetto culturale del maestro Roberto Di Carlo, con la regia di Stefano Leone, è ripartito da Termoli, con una serata affollatissima come non mai, all’ex cinema, teatro Sant’Antonio di Termoli, dove il pubblico emozionato e attento si è riconosciuto nel sogno possibile di un mondo meraviglioso. Un mondo a portata di mano in realtà, quel “Ti voglio bene”, quel Wonderful World che ha coinvolto tutta la platea desiderosa di pathos e di gioia, ma anche di una rinnovata conoscenza, la stessa che Roberto Di Carlo è riuscito a infondere attraverso la narrazione di Louis definito ormai Mr. Jazz. Un sogno di un bambino che ha trovato elementi di svolta in un episodio educativo, seppur da incipit drammatici, un sogno ispiratore di altri sogni realizzati grazie alla tenacia, alla volontà e alla voglia di scoprire i propri talenti e di vivere le proprie passioni come volani di una vita caratterizzata dal suo dono più importante: la libertà. Un racconto intersecato nei sogni realizzati delle migliori espressioni della nostra terra, una band strepitosa, quasi interamente formata da ex allievi del maestro Roberto Di Carlo-ora musicisti straordinari- con notevoli partecipazioni internazionali: il pianista Cristiano Cancellario; il contrabbassista Lorenzo Mastrogiuseppe; il percussionista, batterista Marco Molino e il fisarmonicista Manuel Petti.
Per dirla come Tony Bennet: «La questione essenziale per qualsiasi paese è “qual’è stato il nostro contributo almondo?”…il nostro è stato Louis Armstrong».
A suggellare il profilo altissimo dell’evento, dopo un’ introduzione suggestiva in perfetto stile da maestro e regista dell’organizzatore, una dissertazione sui caratteri vitali del jazz che ha rapito e attraversato la platea come un’onda di amore e conoscenza con la voce e l’interpretazione di Antonella Pacifico autrice del testo.
Stefano Leone (qualora ce ne fosse bisogno) si riconferma inesauribile promotore e divulgatore di cultura, bellezza, donando ogni suo slancio creativo sempre da Termoli, in Molise, facendo scoprire quanta umanità e grandezza si possa esprimere da una terra che pullula di generosità, talento e arte votata ai più importanti e urgenti valori fondanti della nostra appartenenza.

venerdì 23 Ottobre 2026 - 04:50:55 PM
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