La Polizia di Stato di Campobasso, coordinata dalla Procura della Repubblica di Campobasso, ha dato esecuzione alla misura cautelare della custodia cautelare in carcere nei confronti di un 55enne indagato per maltrattamenti aggravati.
Nel pomeriggio del 30 aprile personale della Squadra Mobile della Questura di Campobasso, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Campobasso, ha dato esecuzione all’Ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, disposta dal GIP del Tribunale di Campobasso nei confronti di un 55enne campobassano, autore di condotte maltrattanti aggravate poiché compiute ai danni dell’anziana madre 90enne, in condizioni di ridotta capacità di difesa, all’interno dell’abitazione familiare. L’arresto dell’uomo rappresenta l’epilogo dell’urgente e serrata attività d’indagine da “Codice Rosso”, svolta sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, che ha permesso di ricostruire e far emergere le abituali condotte maltrattanti perpetrate dall’uomo nei confronti della madre convivente, ormai posta in uno stato di grave sofferenza morale e psichica a causa delle reiterate espressioni ingiuriose, svilenti e offensive che ha subito nel tempo nonché delle gravi e concrete minacce di morte, prospettate anche al fine di costringerla ad elargirgli indebitamente somme di denaro. In data 26 aprile scorso, al culmine di un ennesimo atto di violenza domestica, la vittima, dalla corporatura esile e minuta, non ha potuto esimersi dal riferire a personale della Polizia di Stato, allertato tramite numero di emergenza, di aver subito poco prima percosse fisiche dal figlio convivente, che le aveva anche gettato a terra il telefono cellulare al fine di sopraffarla e di impedirle di chiamare i soccorsi. Nell’ottica di garantire una pronta ed efficace tutela della vittima, gli investigatori della Sezione specializzata nei reati del cd. Codice Rosso sono riusciti a far emergere che l’anziana madre, non solo era svilita, umiliata e percossa ma anche assillata e intimorita tanto da essere costretta a corrispondere le somme di denaro, ingiustamente richieste, dal figlio convivente pur di placare la sua furia.
I fatti di cui trattasi rappresentano una tipologia delittuosa al cui contrasto questa Procura pone particolare attenzione, anche al fine di prevenire che le condotte persecutorie sfocino in più gravi reati, tant’è vero che, nell’anno in corso, sono state numerose sia le attività di indagine inerenti al c.d. “Codice Rosso” trattate dalle Forze di Polizia di questo distretto che le misure cautelari applicate a tutela delle vittime.
mercoledì 13 Maggio 2026 - 01:24:42 AM
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