Nel 2024, in Molise, così come in Italia, non c’è alcuna “emergenza immigrazione”: al 31 dicembre le persone accolte sono 1.444 a fronte di 1.956 posti pari allo 0,48% della popolazione residente. Un dato superiore a quello nazionale (0,23%) ma lontano da qualsivoglia invasione: si tratta di meno di 5 persone accolte ogni mille residenti. Il sistema è diviso quasi a metà tra CAS-centri di accoglienza straordinaria di competenza delle Prefetture e SAI-centri degli enti locali: i CAS rappresentano il 51,1% dei posti, il SAI il 48,9%. È un assetto molto meno sbilanciato rispetto al dato nazionale, dove il circuito straordinario prefettizio ospita quasi tre persone su quattro. È quanto emerge dal report “La Frontiera, ovunque. Centri d’Italia 2026”, realizzato da ActionAid in collaborazione con Openpolis a partire da dati ottenuti da Ministero dell’Interno, Prefetture e altri attori istituzionali.
Il dato più rilevante del Molise è quindi il peso del SAI. La regione non mostra sovraffollamento, al contrario alla fine del 2024 vi è una quota di posti liberi e inutilizzati: quasi del 30% nei Cas (999 posti e 707 presenze) e quasi il 23% nel Sai (957 posti e 737 persone).
“Il Molise non racconta un’emergenza, ma gli effetti della mancata programmazione. Il SAI pesa quasi quanto i CAS e questo è un dato positivo, ma non è stato consolidato come infrastruttura ordinaria capace di orientare tutto il sistema. Sarebbe bastato sfruttare l’occasione della forte riduzione di posti tra 2018 e 2020 per stabilizzare il sistema pubblico e la micro-accoglienza diffusa, ma l’assenza di programmazione e le scelte dei governi sono andate in direzione opposta. E così si arriva alla fine del 2024 con la capienza media delle strutture più alta del dato nazionale e del meridione, e quasi l’80% dei posti inutilizzati in strutture grandi”, dichiara Fabrizio Coresi, esperto migrazioni ActionAid.
Campobasso concentra 1.289 posti, pari al 65,9% della capienza regionale, e 942 presenze. Isernia conta 667 posti e 502 presenze. Anche il rapporto tra CAS e SAI è relativamente equilibrato, nonostante un lieve sbilanciamento sui centri straordinari nella prefettura di Isernia: Campobasso ha una capienza composta per il 49,7% da CAS e per il 50,3% da SAI; Isernia per il 53,8% da CAS e per il 46,2% da SAI.
A livello comunale, Campobasso è il primo nodo dell’accoglienza regionale, con 463 posti e 347 presenze, seguito da Isernia con 208 posti e 132 presenze. Seguono Agnone con 103 posti, Bojano con 91, Monteroduni con 84, Sepino con 75, Guglionesi con 73, Larino con 66, Campolieto con 60, Venafro con 55 e Termoli con 51. Alcuni comuni hanno una funzione quasi esclusivamente CAS, come Bojano; altri quasi esclusivamente SAI, come Larino, Venafro e Termoli.
Tra 2018 e 2020 la capienza CAS adulti passa da 1.873 a 466 posti, con un calo di 1.407 posti, pari a -75,1%. I centri passano da 39 a 16. Ma come per il resto d’Italia l’occasione non è sfruttata per consolidare l’accoglienza micro e diffusa sul territorio: anche dopo il crollo, la quota dei centri sopra i 50 posti resta alta: 62,0% nel 2020. Dal 2021 al 2024 la capacità complessiva del sistema prefettizio torna a crescere inesorabilmente, ma allo stesso tempo si ricostruisce la capacità del circuito prefettizio attorno ai centri medio-grandi: la capienza media dei centri straordinari per adulti passa dai 29 posti circa del 2020 agli oltre 47 del 2024, 949 posti distribuiti in 20 strutture. Il valore è molto superiore alla media nazionale (16,5 posti per struttura) e anche rispetto alla media dei CAS del Mezzogiorno, pari a 38,8 posti per struttura, il Molise risulta più alto. Il 58,1% della capienza dei CAS adulti molisani si concentra in 7 strutture tra 51 e 300 posti; non risultano invece centri oltre i 300 posti. A livello provinciale, la quota di capienza in centri oltre 50 posti è del 54,6% a Campobasso e del 63,8% a Isernia. A Campobasso la capienza media dei CAS adulti sale a 53,6 posti, mentre a Isernia è pari a 39,9.
Se si guarda alla capienza, quindi, il circuito CAS adulto molisano è sbilanciato sui centri da 51 a 300 posti. Se però si guardano le presenze effettive, il quadro è più equilibrato: a fine 2024 le persone ospitate nei CAS adulti si dividono quasi a metà tra strutture sopra i 50 posti e strutture fino a 50 posti. Tuttavia, la capacità residua resta soprattutto nei centri medio-grandi: questi concentrano 210 dei 265 posti liberi nei CAS adulti.
Guardando ai gestori in Molise, non domina un grande operatore nazionale pur presente (Medihospes è presente in regione con un solo centro, per 60 posti), ma l’aspetto più rilevante è la dipendenza funzionale da pochi soggetti locali e da alcune formule societarie. I primi tre gestori CAS per capienza, guardando alle denominazioni presenti nel dataset, rappresentano 593 posti, pari al 59,4% della capienza CAS regionale. Anche il profilo del for profit è presente: in Molise risultano 243 posti CAS adulti gestiti da soggetti profit, si tratta del 25,6% della capienza CAS adulti.
Sul fronte dei controlli risultano 32 eventi ispettivi in Molise: 27 in provincia di Campobasso e 5 in provincia di Isernia. Campobasso compare a livello nazionale tra le prime 15 prefetture per numero di controlli: 27 controlli, 10 strutture controllate su 12 e una copertura dell’83,3% delle strutture governative. Il dato è positivo rispetto alla media nazionale.
In Molise, non sembrano essersi verificati inserimenti di msna in centri per adulti, nonostante la presenza crescente: i dati MLPS indicano 224 MSNA al 31 dicembre 2024 e 266 al 30 novembre 2025. La capienza dei CAS minori è di 50 posti, con 23 presenze; nel SAI risultano 127 posti e 115 beneficiari MSNA.
La situazione del Molise, quindi, rende tra le altre cose evidenti gli effetti della mancanza di programmazione e della pretestuosità dei dirottamenti delle imbarcazioni delle Ong che fanno ricerca e soccorso nel mediterraneo. Gli sbarchi più vicini alla rilevazione del 31 dicembre 2024 sono quello del 14 e 17 dicembre: due sbarchi in Abruzzo, uno nelle Marche e uno in Emilia-Romagna, per 182 persone, 22 minori e 19 MSNA. Alla stessa fotografia di fine anno, sulla dorsale Puglia-Abruzzo-Marche-Emilia-Romagna risultano 3.746 posti inutilizzati; nel corridoio Sud-Adriatico usato dal report, includendo Sicilia e Calabria, i posti inutilizzati arrivano a 9.170, cioè 50,4 volte le persone degli sbarchi menzionati. Nel solo Molise i posti liberi complessivamente alla fine del 2024 erano 526 (di cui 39 per minori), quasi 3 volte le persone sbarcate negli ultimi due eventi di sbarco a dicembre 2024 nei porti dell’adriatico.
giovedì 4 Giugno 2026 - 03:21:29 PM
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