Sono decine di migliaia le imprese agricole che, in tutti i comparti produttivi, valorizzano le proprie produzioni e tutelano il reddito aziendale attraverso il conferimento nelle cooperative. Ciò vale anche per il settore cerealicolo, dove la cooperazione rappresenta da sempre uno strumento fondamentale di aggregazione, rafforzamento del potere contrattuale e creazione di valore per i produttori.
Per questo motivo, parlare di “conflitto di interessi” con riferimento a dirigenti di cooperative a mutualità prevalente significa non cogliere appieno la natura e la funzione della cooperazione. Le cooperative sono imprese dei produttori e per i produttori: operano per valorizzare il prodotto conferito dai soci e per garantire loro condizioni di mercato più eque e sostenibili. È grazie a questo modello che, con impegno, competenza e visione di lungo periodo, la cooperazione ha conquistato un ruolo centrale nel sistema agroalimentare italiano.
Le polemiche emerse in merito alla CUN del grano duro appaiono pertanto fondate su una lettura parziale delle dinamiche di mercato e del ruolo svolto dalle organizzazioni cooperative. La cooperazione, infatti, è da sempre impegnata nel contrasto alle distorsioni speculative che possono penalizzare gli agricoltori e alterare la corretta formazione dei prezzi, perseguendo obiettivi di trasparenza, equilibrio e tutela del valore delle produzioni agricole.
Confcooperative Molise continuerà a sostenere, con spirito costruttivo e senso di responsabilità, ogni iniziativa finalizzata a garantire maggiore trasparenza nei mercati e una più efficace tutela del reddito degli agricoltori, nel rispetto dei ruoli e delle competenze di tutti i soggetti coinvolti.
La nota di ieri di Coldiretti
“Il presidente di Confcooperative agroalimentare e pesca Raffaele Drei parla dei massimi sistemi, ma non risponde su un punto: il conflitto di interessi in capo al commissario di Confcooperative nella Cun grano duro. Lo stesso che ha proposto di comprimere i prezzi più di quanto richiesto dalla parte industriale, un atteggiamento da compratore più che da venditore. Questo abbiamo scritto al Ministro Lollobrigida a tutela della trasparenza della formazione del prezzo indicativo nella Commissione grano duro”.
Così Coldiretti in merito alle affermazioni del Presidente Drei di Confcooperative agroalimentare e pesca.
“Drei – prosegue Coldiretti – si è affannato a smentire le accuse, ahimè per lui documentabili dalle testimonianze dei commissari, dai verbali e dai resoconti della Cun, sul comportamento tenuto dal loro commissario che riteniamo sia in chiaro conflitto di interessi”.
“Il Presidente di Confcooperative agroalimentare e pesca richiama i principi di funzionamento del mercato, che noi conosciamo bene e proprio per questo abbiamo voluto la Cun: per limitare le evidenti distorsioni e speculazioni che animano il funzionamento del mercato globale e per restituire valore a quella distintività a cui fa riferimento, in maniera purtroppo goffa ed evidentemente ipocrita, anche Drei. A cui ricordiamo che il merito della questione è proprio questo: come difendere il reddito agricolo, non solo dalle turbolenze dei mercati internazionali e dai comportamenti sleali di molti grandi player, ma anche da quelle realtà della rappresentanza – conclude Coldiretti – che cercano di difendere l’indifendibile e far rientrare l’opacità nella normalità”.




