Si è conclusa con grande partecipazione la nona edizione di Scrittodicuore, il concorso nazionale di scrittura rivolto ai detenuti degli istituti carcerari di tutto il territorio nazionale, promosso e organizzato dal Comune di Campobasso e dall’Unione Lettori Italiani con la direzione artistica di Brunella Santoli, la collaborazione della Direzione della Casa Circondariale di Campobasso, del Laboratorio di lettura attivo all’interno dell’istituto penitenziario e il patrocinio della Provincia di Campobasso nell’ambito di Ti racconto un libro, laboratorio permanente sulla lettura e sulla narrazione.
Anche quest’anno il concorso ha offerto ai detenuti la possibilità di raccontarsi attraverso la scrittura, trasformando ricordi, rimpianti, speranze e riflessioni in lettere capaci di superare le mura della detenzione e raggiungere il cuore dei lettori. Le lettere finaliste sono state selezionate da una Giuria tecnica composta dagli scrittori Anna Giurickovic Dato, Giovanni Mancinone e Maria Rosaria Selo, presieduta da Brunella Santoli.
A loro si sono affiancate la Giuria Giovani e la Giuria interna dell’Unione Lettori Italiani, che hanno contribuito alla valutazione dei numerosi elaborati pervenuti da tutta Italia.
La lettera vincitrice della nona edizione è stata scritta da Manolo, ospite della Casa Circondariale di Rieti. Un testo intenso e profondamente commovente, costruito nella forma di una dolce e struggente ninna nanna rivolta al proprio figlio. Una confessione sincera e dolorosa che racconta l’assenza, la distanza e il bisogno di perdono di un padre che non può più stringere, cullare e accompagnare il proprio bambino. Attraverso versi semplici e autentici, l’autore trasforma il dolore della separazione in una testimonianza universale di amore e vulnerabilità. Una lettera capace di coniugare tenerezza e disperazione, nella quale la scrittura diventa un appiglio alla vita e uno spazio di riconciliazione con se stessi.
Seconda classificata la lettera di Roberto, ospite della Casa di Reclusione di Torino. Un testo di grande intensità emotiva che intreccia fragilità e forza, disillusione e speranza. L’autore racconta il difficile percorso di chi sceglie di mettersi in discussione e di affrontare i propri errori con l’obiettivo di cambiare. La riflessione sull’amore, sui legami familiari e sul rapporto con i figli si intreccia alla consapevolezza della precarietà dell’esistenza, dando vita a una narrazione sincera e profonda che emoziona e invita a riflettere sul valore della vita e delle seconde possibilità.
Il terzo premio è stato assegnato a Giacomo, ospite della Casa Circondariale di Benevento. In una lettera che richiama suggestioni letterarie e interrogativi universali, l’autore affronta i temi del bene e del male, della colpa e della libertà. Attraverso una lucida riflessione sulla propria esperienza, il testo si configura come un percorso di ricerca interiore e di redenzione, nel quale la detenzione diventa occasione di consapevolezza, cambiamento e riconciliazione con se stessi e con la società.
La Giuria tecnica ha inoltre voluto segnalare la lettera di Giovanni, ospite della Casa Circondariale di Campobasso. Un testo breve ma incisivo, che restituisce con grande efficacia la fragilità e la vulnerabilità dell’esperienza carceraria. Attraverso l’immagine di un sorriso forzato, indossato come una maschera necessaria per sopravvivere, l’autore racconta il difficile equilibrio tra sofferenza e resistenza interiore. Una riflessione intensa che ricorda come il carcere sia anche un luogo in cui l’umanità cerca faticosamente di non smarrirsi.
La Giuria Giovani ha invece segnalato la lettera di Cosimo, ospite della Casa di Reclusione di Foggia. Un racconto semplice e coinvolgente che si sviluppa attraverso il ricordo di una giornata di pesca in mare aperto. La forza evocativa delle immagini e la precisione dei dettagli restituiscono il senso autentico della libertà, del lavoro condiviso e dell’appartenenza. La rivelazione finale della condizione detentiva conferisce alla lettera una particolare intensità simbolica: l’immensità del mare si contrappone agli spazi limitati della cella, trasformando un ricordo personale in una profonda riflessione sulla libertà perduta.
La cerimonia di premiazione si è svolta il 10 giugno scorso nella sala teatro della Casa Circondariale di Campobasso, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni, delle giurie, dei detenuti coinvolti nel Laboratorio di lettura dell’istituto, degli operatori penitenziari e dei promotori dell’iniziativa. Un momento particolarmente significativo di condivisione e ascolto, durante il quale le lettere finaliste sono state lette ad alta voce, restituendo emozioni, storie e percorsi di vita che la scrittura ha saputo trasformare in occasione di dialogo e riflessione collettiva.
Dedicato dal 2023 alla memoria dello scrittore Pino Roveredo, tra le voci più significative della letteratura italiana contemporanea e storico componente della Giuria tecnica, Scrittodicuore continua a rappresentare un importante progetto culturale e sociale. Attraverso la scrittura, il concorso offre ai detenuti uno spazio di ascolto e di espressione, favorendo percorsi di consapevolezza e riscatto personale. Le lettere premiate e segnalate in questa nona edizione testimoniano ancora una volta la capacità della parola scritta di attraversare le distanze, restituendo dignità alle esperienze umane e invitando tutti a riflettere su temi universali come l’amore, il perdono, la libertà e la possibilità di cambiare.
Nel corso della cerimonia è stato presentato ufficialmente il bando della decima edizione del concorso.
sabato 13 Giugno 2026 - 05:48:00 PM
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