L’Associazione Antimafie e Antiusura esprime profondo dolore per la morte di Denise Cosco, la figlia di Lea Garofalo, scomparsa a soli 35 anni.
Denise non è stata soltanto la figlia di una donna assassinata dalla ’ndrangheta. È stata una giovane costretta a diventare adulta troppo presto, a riconoscere i resti di sua madre, a testimoniare contro suo padre e a portare sulle proprie spalle il peso di una storia terribile.
La sua testimonianza fu determinante per ricostruire la verità sull’omicidio di Lea e per ottenere la condanna dei responsabili. Denise scelse sua madre, la verità e la giustizia. Lo fece sapendo di dover rinunciare alla propria identità, alla libertà di vivere senza paura e a una normale quotidianità. Oggi sono in tanti a ricordarla. Ma le parole di circostanza non possono cancellare gli abbandoni, i silenzi e le responsabilità che hanno accompagnato la vita di queste due donne.
Lea Garofalo aveva sfidato la ’ndrangheta per salvare Denise. Aveva denunciato, parlato e chiesto protezione. Venne sequestrata e uccisa il 24 novembre 2009. Il suo corpo fu distrutto per cancellarne persino l’esistenza, ma la sua storia è sopravvissuta grazie al coraggio della figlia.
«Denise ha continuato a combattere anche quando i riflettori si erano spenti – dichiara Paolo De Chiara, presidente di Dioghenes APS –. Ha pagato un prezzo che nessuna ragazza avrebbe dovuto pagare. Oggi dobbiamo interrogarci su quanto sia stato fatto per accompagnarla, proteggerla e aiutarla a ricostruire la propria esistenza. Ricordarla significa assumersi delle responsabilità, non limitarsi a pronunciare parole solenni».
Da anni Dioghenes APS mantiene viva la memoria di Lea attraverso incontri pubblici, iniziative nelle scuole, attività di sensibilizzazione, approfondimenti giornalistici e il Premio nazionale Lea Garofalo, nato per trasformare il ricordo in impegno civile.
Dal 24 al 26 novembre 2026, a Padula, si svolgerà la quinta edizione del Premio nazionale Lea Garofalo, organizzata da Dioghenes APS. La giuria sarà presieduta da Marisa Garofalo, sorella di Lea, con Angela Napoli nel ruolo di madrina. Saranno coinvolti studenti, rappresentanti della società civile, giornalisti e persone impegnate quotidianamente nella lotta alle mafie.
La quinta edizione non potrà ignorare la morte di Denise. Sarà dedicato uno spazio particolare alla sua memoria, perché la storia di Lea non può essere raccontata senza quella della figlia per la quale aveva deciso di ribellarsi.
Dioghenes APS continuerà a raccontare la loro storia e a chiedere verità e giustizia. Perché ricordare Lea e Denise significa scegliere da che parte stare. E questa scelta deve essere compiuta ogni giorno.
domenica 13 Settembre 2026 - 05:52:03 PM
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