“Violenza digitale: le parole d’odio non possono restare impunite” è stato il titolo della conferenza stampa tenuta questa mattina dalla consigliera regionale del Molise Alessandra Salvatore nei locali del Samnium Innovation Hub di Campobasso (che ha messo gratuitamente a disposizioni gli spazi sposando la causa). Con lei al tavolo la psicologa e psicoterapeuta Giulia Leonelli; in sala esponenti del Partito Democratico (i consiglieri regionali Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla e la vicepresidente del Pd Molise, Candida Stellato), rappresentati di associazioni e della società civile (Loreto Tizzani per l’Anpi, Carmen Ciccotelli per Anffas e la professoressa Marilena Ascione) e dell’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Marialuisa Forte (oltre a lei anche l’assessore Giose Trivisonno e la consigliera Annamaria Trivisonno).
Prevenzione, supporto alle vittime, responsabilità di chi, dietro uno schermo, pensa di poter insultare o minacciare senza conseguenze: sono stati alcuni dei temi trattati nel corso dell’incontro in cui è stato spiegato in che modo si può offrire un sostegno concreto alle vittime dell’odio online, grazie alla collaborazione con un pool di avvocate che valuterà i casi segnalati.
“L’obiettivo – ha detto Salvatore – è aiutare chi subisce attacchi sui social o attraverso altri strumenti digitali a capire se quei comportamenti configurino condotte illecite sul piano civilistico o addirittura reati. Le vittime potranno inviare una mail all’indirizzo disarmiamoleparole@libero.it, allegando gli screenshot dei messaggi o dei contenuti offensivi. Sarà il team di legali a esaminare il materiale e a fornire una prima valutazione, indicando gli strumenti a disposizione, compresa l’eventuale possibilità di inviare una lettera di messa in mora e richiedere un risarcimento dei danni, e supportando le persone destinatarie dei messaggi violenti e/o denigratori “.
Per Salvatore è questa una delle strade da percorrere per iniziare a mettere un freno a forme ormai intollerabili di odio digitale. È stato sottolineato come spesso la violenza verbale sul web venga sottovalutata, nonostante le conseguenze possano essere molto pesanti.
“Sono tante le sfumature dell’odio: a parte le forme più gravi di violenza digitale, dilagano offese, ingiurie e frasi denigratorie del tutto ingiustificabili e che nulla hanno a che vedere col sacrosanto diritto di critica. La violenza digitale colpisce soprattutto donne e ragazze, si colpisce la sfera personale e sessuale, se hanno ruoli pubblici o, come nel mio caso, fanno politica, il fenomeno è ulteriormente visibile e accentuato”. Nel corso della conferenza ha portato alcuni esempi di insulti comparsi sui social a commento di sue iniziative politiche, per testimoniare quanto il fenomeno sia diffuso e trasversale.
A soffermarsi proprio sugli effetti psicologici della violenza digitale è stata la dottoressa Giulia Leonelli.
Secondo la psicoterapeuta, l’anonimato o la distanza fisica dello schermo abbassano il senso di responsabilità di chi offende, favorendo comportamenti che nella vita reale sarebbero meno frequenti. “Le conseguenze, però, ricadono interamente sulle vittime” ha detto.
Leonelli ha descritto un percorso che può diventare molto doloroso: “Perdita di autostima, vergogna, isolamento e una progressiva riduzione del proprio spazio di vita e delle relazioni sociali”. Situazioni estreme, specie tra i più giovani, in cui la violenza digitale ha contribuito a episodi di autolesionismo e, nei casi più gravi, anche a gesti suicidari.
Durante l’incontro è stato sottolineato come il contrasto all’odio online passi per un lavoro condiviso con scuole, famiglie e mondo educativo, per costruire una cultura del rispetto, dell’educazione affettiva, dell’empatia (sul tema sempre la consigliera Salvatore è prima firmataria e proponente di una proposta di legge ad hoc) e accompagnare i più giovani a un uso più consapevole delle tecnologie, anche ponendo limiti e regole quando necessario.
Diversi gli interventi a sostegno dell’iniziativa che ha il fulcro nella creazione di una rete di tutela pensata per offrire alle vittime uno strumento concreto per reagire all’odio digitale e non affrontarlo da sole.
giovedì 24 Settembre 2026 - 07:02:36 PM
News
- “La Costituzione primo bene Comune”, a Lupara ospiti Marco Travaglio e Massimo Villone
- Impianto rinnovato e più sostenibile, riapre la piscina comunale di Frosolone
- Viola i domiciliari e spaccia cocaina, arrestato pregiudicato
- Sovraindebitamento, i Comuni molisani fanno rete: un confronto sul Codice della crisi d’impresa
- Settimana nazionale Cai in Molise, quattro giorni per conoscere Matese e Mainarde
- Violenza digitale, un pool di avvocate per le vittime dell’odio online
- Carburanti ai massimi storici, Gravina: “Il governo contrasti la speculazione e tuteli le fasce più deboli”
- Samb-Campobasso, tolto l’obbligo della Fidelity Card: i tifosi rossoblù possono partire




