Era stato arrestato lo scorso 28 aprile dagli agenti della Polizia di Stato di Campobasso, all’interno di un’azienda agrituristica a confine fra Puglia e Molise, in quanto su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale per l’espiazione di una condanna a 4 anni di reclusione per rapina aggravata. Il giovane, romeno classe ’84, finito inizialmente in carcere in attesa del trasferimento, ha ottenuto al termine dell’udienza in Corte d’Appello, a Campobasso, la possibilità di scontare la pena in Italia ai domiciliari col permesso di lavorare per la medesima azienda in orari prestabiliti. In sostanza il 34enne era fuggito dalla Romania, utilizzando il documento falso del fratello con cui vi sarebbe una forte somiglianza. Negli ultimi otto anni in Italia ha lavorato per diverse aziende, fra cui in provincia di Campobasso, senza mai rivelare la verità ai rispettivi datori. “Non l’ho fatto altrimenti mi avrebbero denunciato o comunque cacciato”, avrebbe sostenuto, interrogato dal magistrato. Il suo avvocato, Nicola Cerulli, ha fatto emergere come il suo rapporto lavorativo con i precedenti imprenditori non avesse mai presentato problemi. A presentare la denuncia che ha fatto scattare le indagini sarebbe stata una donna, ex compagna del 34enne. La Corte d’Appello, presieduta dal giudice Pupilella, ha accolto le richieste della difesa, che già nei giorni scorsi aveva presentato una memoria, e ha disposto la scarcerazione del romeno e il trasferimento ai domiciliari. Il giovane sconterà pertanto la pena in Italia, con la possibilità di uscire solo per recarsi al lavoro.
martedì 27 Ottobre 2026 - 12:45:40 AM
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