«Quale significato assume oggi la celebrazione della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza a distanza di ventinove anni dall’approvazione della Convenzione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni unite? Concetti quali “non discriminazione”, “superiore interesse del minore”, “diritto alla vita, alla sopravvivenza, allo sviluppo”, “rispetto per le opinioni del minore” sono sacrosante enunciazioni di principio rimaste tali oppure fatti in essere? Un primo dato che si pone all’evidenza è l’esistenza di Paesi che non si sono ancora espressi sulla Convenzione dell’ONU. In qualche caso c’è stata solo la firma ma non la ratifica, in altri manca proprio l’adesione. Altra considerazione. Quando si parla di violazione dei diritti dei minori, di solito siamo portati a circoscrivere il fenomeno a quei Paesi che riteniamo non essere al passo con l’affermazione della democrazia e della tutela della persona. Invece, non è così. Un recente rapporto pubblicato da Save the Children rivela, attraverso eloquenti immagini, che emarginazione e miseria sono presenti nelle periferie di alcune grandi città italiane e che esiste un netto divario in termini di diritto dell’infanzia a seconda delle zone in cui i bambini crescono. Sono d’accordo con Valerio Neri, direttore generale di Save the Children, quando afferma che “rimettere i bambini al centro significa andare a vedere realmente dove e come vivono, combattere gli squilibri sociali e le disuguaglianze”. Ma rimettere al centro i bambini vuol dire anche sforzarci di trovare una nuova dimensione in cui l’infanzia sia più ascoltata, abbia effettiva cittadinanza. Dobbiamo fare in modo nella nostra quotidianità, attimo dopo attimo, giorno dopo giorno, di incrociare gli sguardi dei nostri bambini, tentare di decifrare i loro messaggi, i loro bisogni, le loro paure. Una società che trascura un bambino, che non lo degna delle giuste attenzioni, fa del male a se stessa, perché un bambino messo all’angolo sarà un adulto non pienamente, se non affatto, realizzato. Dunque, il messaggio che mi sento di lanciare è che ognuno di noi lavori per porre in essere le condizioni migliori affinché i nostri ragazzi si sentano protagonisti del loro tempo e dei lori spazi. Del resto, ciò che reclamano è essere ascoltati e capiti e noi, famiglie, scuola, istituzioni, abbiamo il dovere di garantire loro tale diritto. Un diritto quasi naturale e, forse proprio per questo, spesso trascurato». Così il presidente della Regione Molise, Donato Toma, sulla Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
martedì 10 Marzo 2026 - 07:41:45 PM
News
- Nuovi impianti di illuminazione in galleria, tre mesi di chiusure notturne della Statale 85 tra Isernia Nord e Isernia Sud
- Incidente in un cantiere della zona industriale, operaio grave in ospedale
- Unimol, inaugurato punto ristoro all’interno del campus universitario Vazzieri. VIDEO
- Speculazione sul prezzo del gasolio agricolo, Coldiretti presenta esposto in Procura
- Parità di genere, in Molise 58 imprese certificate
- Termoli, attivati i varchi elettronici nelle ztl: quattro telecamere controlleranno i veicoli in entrata
- Atletica leggera, la M2 Track&Field conquista la prima coppa al 9° Memorial Leo Leone
- Referendum giustizia, grande partecipazione al primo incontro promosso dalla Federazione PD del Basso Molise




