Formazione professionale, presentato un nuovo disegno di legge per i lavoratori
Da troppi anni attendono risposte alla loro situazione di precarietà i 40 lavoratori della Formazione
professionale della Regione Molise. Troppo giovani per andare in pensione ma troppo anziani per
ricollocarsi nel mondo lavorativo, madri e padri di famiglie che da quasi un anno vivono completamente
senza reddito e senza tutele. Sono queste le motivazioni che mi hanno spinto in questi mesi a lavorare e
presentare oggi un nuovo disegno di legge perché in Consiglio regionale possiamo affrontare in maniera
risolutoria la questione della Formazione Professionale riformulando l’aspetto legislativo della Regione
Molise per rendere le nostre leggi più coerenti ed efficaci cogliendo gli aspetti innovativi dettati dalla riforma
del mercato del lavoro e dalla più recente Legge di Bilancio 2019.
A fondamento di una rinnovata visione organizzativa dell’intero assetto regionale delle politiche in materia
di lavoro, si premette che l’Orientamento permanente assolve ad un ruolo sempre più incisivo nelle strategie
territoriali di settore, assurgendo ad una delle funzioni di prima istanza nell’erogazione dei livelli essenziali
delle prestazioni correlate alle politiche attive del lavoro, anche in termini di rafforzamento sul territorio
dell’asse “occupabilità”. In considerazione di tali elementi, diventa ineludibile nei confronti dei cittadini che
si rivolgono alle strutture pubbliche dei Centri per l’Impiego per ricevere concrete risposte nella ricerca di
lavoro e rispetto alle numerose emergenze occupazionali presenti sul territorio, porre in essere azioni a
garanzia di una maggiore e più efficiente esigibilità delle prestazioni standardizzate di alcuni dei servizi
presenti presso i Centri per l’Impiego, quali la prima accoglienza, l’orientamento di base, l’informazione e la
canalizzazione delle offerte da destinare all’utenza, in base alle caratteristiche della stessa rispetto ai
mutevoli cambiamenti del mercato del lavoro, soprattutto per quanto riguarda la necessità di incremento
delle risorse umane da inserire presso le strutture regionali preposte che lamentano forti carenze di unità,
attraverso l’utilizzo e la disponibilità del personale composto dagli operatori professionali iscritti all’Albo
regionale. In ordine a quest’ultimi, da anni esiste un reale problema di reinserimento lavorativo, sebbene la
salvaguardia dei livelli occupazionali sia espressamente prevista dalla normativa regionale di riferimento e
per i quali sono state poste in essere azioni progettuali frammentate e non strutturali, motivo per cui, oltre
alle esigenze di riorganizzazione suesposte, si propone una collocazione lavorativa degli stessi, a supporto
del personale addetto ai Centri per l’Impiego, in alcune delle funzioni delineate, in ordine alle quali gli
operatori della formazione professionale posseggono le risorse professionali necessarie per l’espletamento
delle mansioni connesse, anche in relazione ad un corretto utilizzo di una buona prassi disponibile a livello
regionale.
mercoledì 10 Giugno 2026 - 04:49:12 PM
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