Ore 16.30. I colori della pace ovunque, segno distintivo della manifestazione: nelle bandiere avvolte intorno al corpo a mo’ di soprabito, nelle corone di fiori indossate sul capo o intorno al collo, sulle t-shirt e sugli striscioni che tappezzano il camion pronto a caricare e trasportare per le strade di Campobasso più sostenitori possibili mentre gli altri seguono a piedi in corteo. La seconda edizione del Molise Pride conferma una forte partecipazione soprattutto di giovanissimi. Ma ci sono gruppi provenienti da regioni limitrofe e qualcuno, rispondendo alla domanda fatta dallo speaker, sostiene di arrivare persino dalla Francia. La partenza da piazza Cuoco a Campobasso, come l’anno scorso, ritarda un pò per dar modo a tutti i partecipanti di essere presenti sin dall’inizio.

Il clima che si respira in questo punto della città, semideserta nel weekend estivo per via dell’esodo verso il mare e altri luoghi di villeggiatura, è quello della festa e della solidarietà. La musica invade le strade, molte canzoni che fanno parte del repertorio appartengono agli anni ’80 e ’90, come Il Kobra di Donatella Rettore e Maracaibo di Lu Colombo, ma tornano utili anche brani pop-dance e latini più recenti per invitare i presenti a ballare. Le coppie si baciano spesso, trasmettendo un messaggio di amore. “Ho dovuto combattere prima con me stessa che con la mia famiglia”, ha ricordato la sua esperienza Luce Visco, presidente di Arcigay Molise. “Aver realizzato un Pride qui in Molise dopo anni è stata una grande conquista, la seconda edizione rappresenta un sogno che prosegue e che rafforza le nostre future battaglie”. Il corteo, dopo aver attraversato Corso Vittorio Emanuele, fa capolinea in piazza della Vittoria, dove la festa continua, mentre tanti curiosi a bordo strada scattano foto e registrano video. All’interno della manifestazione anche diversi rappresentanti politici, fra cui il sindaco Gravina che sale anche sul camion, gli assessori Paola Felice e Luca Praitano, il presidente della Regione Toma.

“Non è solo la festa degli Lgbt ma la festa di Campobasso – grida al microfono Francesco Angeli, rappresentante dell’Arcigay. “Durante la seconda guerra mondiale eravamo destinati ai campi di concentramento. Oggi abbiamo ancora una battaglia culturale da portare avanti e chiediamo con forza una legge contro l’omofobia”. Nel corteo non ci sono solo Lgbt, ma anche tanti giovani e senior che difendono il diritto della persona a esprimere e affermare il proprio orientamento sessuale, rispondendo agli insulti e alle minacce che sono circolati sui social nei giorni precedenti al Pride. Forse non basterà, ma anche quest’anno la piazza ha risposto così.
lunedì 16 Febbraio 2026 - 05:04:13 PM
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