Dovevano rispondere dei reati di furto e di estorsione per più episodi verificatisi fra il 2015 e il 2016 in Basso Molise, consistenti nell’aver rubato macchine agricole, fieno e buoi, chiedendo poi ai proprietari il pagamento di un “riscatto” per avere indietro il materiale. Una tecnica nota soprattutto negli ambienti della malavita come “cavallo di ritorno”. Il collegio penale del Tribunale di Larino questa mattina ha assolto tre persone operanti in Basso Molise – un 56enne di Santa Croce di Magliano, un 40enne di Montorio nei Frentani e un 40enne originario del Foggiano, con alcuni precedenti di Legge – perché “il fatto non sussiste”. Gli avvocati difensori Nicola Cerulli, Matteo Petrella e Michele Liguori sono riusciti a dimostrare l’estraneità dei loro assistiti ai fatti, in merito ai quali la Procura frentana aveva indagato una decina di soggetti. Almeno tre le aziende agricole vittime dei furti, in particolare di tre trattori, a seguito dei quali gli estorsori avrebbero chiesto il pagamento di circa 10mila euro l’uno per la restituzione. Nel bottino si contano anche balle di fieno e buoi, quindi animali e materiale fondamentali per il lavoro nei campi e presso le aziende per i quali i titolari avevano affrontato importanti investimenti. All’esito del processo penale, il Tribunale ha già emesso una condanna a carico di uno dei soggetti indagati. Oggi i giudici – nonostante la richiesta di condanna da parte del pm, con pene comprese fra i 5 e i 6 anni di reclusione – hanno invece assolto altre tre persone, non avendo ritenuto sufficienti gli elementi probatori prodotti in giudizio per ritenerli colpevoli dei furti e delle successive estorsioni.
venerdì 27 Febbraio 2026 - 02:21:46 PM
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