Le malattie croniche neurodegenerative, tra cui le demenze, costituiscono ancora una delle principali sfide per la medicina contemporanea. Infatti, sebbene non sia difficile diagnosticare una condizione di demenza intesa come declino cognitivo globale e progressiva perdita di autonomia, è assai meno scontato individuare in fase precoce il tipo di neurodegenerazione a cui ci troviamo davanti. Distinguere tempestivamente una Malattia di Alzheimer da una demenza Fronto-Temporale, o da una Lewy-Body, permetterebbe rapidità di diagnosi e di implementazione di un percorso terapeutico mirato e personalizzato. Per raccogliere questa sfida L’I.R.C.C.S. Neuromed promuove un convegno ECM (Educazione Continua in Medicina) dal titolo “Il puzzle diagnostico delle demenze neurodegenerative”. Con la responsabilità scientifica della dottoressa Anna Elisa Castellano, dell’Unità Valutativa Alzheimer Neuromed, l’incontro si terrà venerdì 19 maggio a partire dalle ore 9 presso la Sala Conferenze del Parco Tecnologico dell’I.R.C.C.S. Neuromed. “Com’è noto – spiega Anna Elisa Castellano – l’esordio delle principali forme di demenza neurodegenerativa è spesso aspecifico e può manifestarsi con un quadro depressivo o disforico, mentre gli aspetti più propriamente cognitivi restano apparentemente in ombra e solo più tardi vengono interpretati nella giusta prospettiva. Il ritardo nella diagnosi, quindi, risulta in media di almeno tre anni. Con questo corso puntiamo a delineare le possibilità e i limiti degli strumenti chiave sotto il profilo clinico, laboratoristico e strumentale nella formulazione di una ipotesi diagnostica più aderente possibile alla condizione clinica del paziente.” Nell’ambito del meeting saranno illustrate proprio le possibilità diagnostiche presenti e future nell’ambito della neurogenetica e degli strumenti tecnologicamente più avanzati attualmente disponibili. Allo stesso tempo non saranno trascurati i meccanismi patogenetici di insieme delle malattie neurodegenerative, le quali condividono gli aspetti patogenetici molecolari e cellulari che sono alla base del concetto affascinante di “proteinopatia”. Malattie cioè in cui alcune proteine diventano strutturalmente anormali compromettendo così l’azione cellulare, dei tessuti e degli organi che le contengono. In questo modo le proteine possono diventare tossiche o perdere la loro funzione, come avviene ad esempio nell’Alzheimer, nel Parkinson, nella malattia da prioni, nel diabete mellito di tipo 2.
mercoledì 29 Luglio 2026 - 06:21:52 AM
News
- Campobasso, primi 1.000 abbonamenti. Il 30 luglio prima amichevole con il San Salvo
- Regione: 2,4 milioni di euro sull’alta formazione nei settori strategici
- Carabinieri, il Generale Masciulli in visita al Comando provinciale di Isernia
- Turismo e Cultura, prorogato al 7 agosto il termine per il bando regionale
- Pagamenti Pac, Micone: “In Molise oltre 35 mln di euro tra aiuti diretti e misure dello sviluppo rurale”
- Al San Timoteo nasce il primo Nano Center d’Europa dedicato all’isteroscopia
- Pnrr, 800 tra misure e progetti programmati. Avanzamento oltre l’80%. Roberti: “Un risultato concreto”
- Armi e droga in un’abitazione del centro storico, due arresti. Poliziotti aggrediti durante intervento




