Carnevale sotto processo: il verdetto è spietato ma il finale festoso

E’ tempo di festeggiamenti in tutto il Molise in occasione del Carnevale e, come è usanza per questa festività, maschere e cortei sono alla base, magari abbinati a particolari tradizioni che ogni comunità locale ha scelto nel tempo di portare avanti. Fra i comuni che nel weekend si sono animati per l’occasione c’è Mirabello Sannitico, che dal pomeriggio di ieri ha dato vita ad un simpatico corteo per le strade del paese dove ognuno dei partecipanti vestiva – in tutti i sensi – il ruolo di un particolare personaggio. La sfilata è terminata in piazza dove si è aperto il Processo a Carnevale, accusato di troppe baldorie e malefatte ai danni della sobrietà di tutti i giorni. E fra i protagonisti c’erano proprio tutti: l’imputato, l’accusa, il giudice, l’avvocato, i testimoni, i carabinieri, e tanto altro. Le battute del processo, recitate in dialetto mirabellese, sono state intervallate da canti a tema o tipici della comunità. “Menatelo ma non bruciatelo”, chiedeva la moglie di Carnevale. Ma per lui nessuno sconto. Alla fine il verdetto è di condanna e Carnevale è destinato al rogo, ma prima che un pupazzo venga realmente bruciato per rendere ancora più ad effetto lo spettacolo il protagonista principale lascia un testamento, quello di vivere questi giorni in maniera scherzosa e pieni di vitalità. La serata si è conclusa con cavatelli e vino rosso in piazza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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