Tumori colon retto, Rotondi: ‘Chirurgia fa grandi progressi ma prevenzione resta determinante’

Il carcinoma del colon-retto è in assoluto il tumore a maggiore insorgenza nella popolazione italiana, Tra gli uomini si trova al terzo posto, preceduto da prostata e polmone (14% di tutti i nuovi tumori), tra le donne al secondo posto, preceduto dalla mammella, con il 13%. Nella classifica dei tumori più frequenti per gruppi di età il carcinoma del colon-retto occupa sempre posizioni elevate, variando nelle diverse età tra l’8% e il 14% negli uomini e tra il 5% e il 17% nelle donne. La diffusione dei fattori di rischio, l’anticipazione diagnostica e l’aumento dell’età media della popolazione sono alla base della progressiva crescita dell’incidenza di questo tumore negli ultimi decenni. Il trend temporale per gli uomini è passato da un andamento in crescita (+2,3% l’anno) fino alla metà degli anni Duemila, ad una successiva riduzione (–7,1%/anno), effetti associati con l’attivazione dei programmi di screening organizzati e dei round cosiddetti di prevalenza. I confronti geografici nazionali mostrano valori omogenei nel Centro-Nord e inferiori a Sud sia nei maschi (Sud –18% rispetto al Nord) sia nelle femmine (Sud –13%). Numeri questi, che fanno riflettere sul ruolo importante dell’informazione e della prevenzione di tali patologie. Ecco perché La Rete Onlus ha inteso promuovere un incontro sul tema al quale ha preso parte il Direttore del Dipartimento di Oncologia e Chirurgo Oncologo della Fondazione Giovanni Paolo II, Fabio Rotondi. Ad accoglierlo ieri sera, 11 aprile, al Circolo Sannitico, una sala gremita. Tantissimi sono stati, infatti, anche coloro che hanno voluto rivolgere domande e curiosità sul tema, sia a Rotondi, sia al dottor Carmelo Pozzo, nuovo direttore dell’UOC di Oncologia Generale della Fondazione Giovanni Paolo II, presente all’iniziativa. L’incontro, che rientra nel più ampio progetto dei ‘Mercoledì della Prevenzione’ volti a sensibilizzare la popolazione su una serie di tematiche connesse alla prevenzione dei tumori, ha analizzato nel dettaglio i diversi fattori che possono influire sull’insorgenza della malattia, i sintomi da non sottovalutare, l’importanza della cosiddetta prevenzione primaria, nonché quella di una diagnosi precoce. Focus anche sul trattamento dei tumori del colon-retto, per i quali la chirurgia resta la forma principale. “Il tipo di intervento più appropriato – ha specificato Rotondi – dipende dallo stadio e dalla localizzazione del tumore. Attualmente i progressi della chirurgia e delle strumentazioni hanno fatto sì che sia applicabile a questo tipo di patologia la tecnica laparoscopica che consiste nell’eseguire l’intervento praticando sull’addome piccoli fori in cui vengono introdotti appropriati strumenti e una speciale telecamera. Da ciò – ha proseguito – ne consegue un trauma operatorio notevolmente minore con tutta una serie di vantaggi per il paziente che vanno da una più rapida dimissione dal ospedale a una più rapida ripresa delle normali attività quotidiane. È, tuttavia, importante precisare che la tecnica laparoscopica va eseguita da mani competenti ed esperte ed in Centri che – ha concluso Rotondi – sono in grado di garantire prestazioni chirurgiche di questo tipo in modo costante e continuativo”.

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