Tagli ai vitalizi, Pd alza la posta: riduzione indennità e via la “buonuscita” ai consiglieri regionali

Risparmi destinati a politiche di sotegno dei negozi dei piccoli comuni. Presentata pdl

Continua l’azione del Partito Democratico in seno al Consiglio regionale finalizzata al contenimento dei costi della politica, alzando la posta di fronte alle critiche del Movimento 5 Stelle di essere arrivati tardi rispetto a loro e alla possibilità di farlo nei cinque anni di governo precedente. Dopo la presentazione della legge per la riduzione dell’importo degli assegni vitalizi erogati a favore dei consiglieri regionali cessati dal proprio mandato, con i conseguenti risparmi destinati alla riduzione dei costi della sanità (ticket e superticket), il consigliere Micaela Fanelli ha depositato una proposta di legge per l’abolizione dell’assegno di fine mandato e per il taglio delle indennità dei consiglieri regionali in carica, che serviranno a finanziare le politiche a sostegno dei negozi nei piccoli comuni. “In un contesto economico di difficoltà per i cittadini, le famiglie e le imprese molisane, la proposta legislativa nasce dall’esigenza di dare un segnale inequivocabile della volontà di ridurre strutturalmente le spese sostenute dalla Regione per i costi della politica, diminuendo le indennità ed eliminando anacronistici istituti come quello dell’assegno di fine mandato. I risparmi conseguiti saranno destinati al finanziamento di politiche a sostegno dei negozi nei piccoli comuni al fine di tutelare ed incentivare attività che sono sempre più dei veri e propri presidi sociali”, ha affermato Micaela Fanelli. L’abolizione dell’assegno di fine mandato (art. 8 della legge regionale 25 luglio 2013 n. 10) viene prevista dall’articolo 1, mentre all’articolo 2 si propone una riduzione pari al 18,33% del trattamento economico dei consiglieri regionali, del Presidente del Consiglio regionale, del Presidente e dei componenti della Giunta regionale. La percentuale è calcolata sulla scorta della riduzione delle indennità del 10% unita alla trattenuta dell’8,33% prevista per l’assegno di fine mandato di cui si chiede l’abolizione. “C’è bisogno di tagliare i costi della politica, ma soprattutto c’è bisogno di tagliare le spese anacronistiche che non hanno più ragione di esistere nel 2018, quale appunto il cosiddetto ‘premio di fine mandato’ – ha aggiunto Fanelli. – Già da sindaco di Riccia, per lunghi periodi, ho rinunciato a qualsiasi emolumento, facendo risparmiare al mio Comune, in nove anni di mandato, circa 155mila euro. Oggi, da consigliere regionale, ritengo che anche in seguito alla riduzione di circa il 20% delle indennità di carica gli eletti in Regione continueranno a percepire una congrua indennità che, seppur decurtata, non giustifica affatto un privilegio supplementare al termine del mandato. Inoltre, i risparmi conseguiti non finiranno genericamente nel bilancio regionale, ma saranno vincolati a sostenere la sopravvivenza dei piccoli esercizi commerciali delle nostre aree interne, lì dove c’è più bisogno di veri interventi di sostegno per combattere lo spopolamento fisico ed economico dei nostri territori più fragili”.

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