Paesaggio e agricoltura, Iannacone: “Risorse da preservare”. Progetti sostenibili sul cibo protagonisti al parco “De Filippo”. FOTO

La seconda giornata del Festival promosso da Legambiente

Un platea attenta, curiosa, interessata in una fresca serata estiva di metà luglio. Occhi lucidi e bocca spalancata per ascoltare il giornalista Domenico Iannacone che ha raccontato le sue inchieste di storie quotidiane concentrandosi maggiormente sul tema del cibo e della salubrità dei terreni e dell’ambiente circostante. La Terra dei Fuochi, qualche kilometro dal confine molisano, è diventato un emblema della malavita organizzata e dell’abbandono smisurato di rifiuti tossici per l’intero ecosistema. Un terra che vede decine di morti l’anno e tanto andare in fumo ma c’è gente che in quella terra vuole restare cercando riscatto e voglia di combattere per dare a quei territorio la speranza che un giorno torni ad essere un territorio fertile al fine di generare prodotti genuini come una volta. “Il Molise deve essere preservato pezzo per pezzo – afferma Iannaccone. – Questa terra non è una terra a vocazione industriale, è stato visto con l’ondata di investimenti sul settore effettuati negli anni scorsi. Questa terra ha un bene da preservare: l’ambiente spaziando dal paesaggio fino ad arrivare all’agricoltura. Un bene sano da tutelare e valorizzare. Mettiamoci in cammino verso questa direzione”. Una giornata, quella di ieri, dedicata al cibo nella sua interezza, dalla salubrità alla produzione locale fino ad arrivare alle aziende femminili che lo producono. Ad introdurre la serata, infatti, un aperitivo scientifico gestito da ONAV Molise dal tema “Vino ed Agricoltura” dove gli abbinamenti culinari hanno dato risalto ai sapori della terra molisana coniugando aziende locali. Tra gli stand anche quello dedicato al progetto Life “Nat.Sal.Mo”, un progetto finanziato con i fondi dell’Unione Europea, il cui capofila è l’Università degli Studi del Molise, con il dipartimento Agricoltura, Ambiente ed Alimenti che ha lo scopo di garantire il recupero e la conservazione della trota Salmo macrostigma, specie endemica dell’area mediterranea ad oggi minacciata dall’ibridazione introgressiva con ceppi di trota atlantica nei bacini fluviali del Biferno e del Volturno. “E’ un progetto virtuoso e ambizioso che adotta metodologie e biotecnologie innovative mai applicate al tipo di trota in esame, la crioconservazione del seme e nesting thecniques – spiega Nicolaia Iafaldano, docente Unimol nonché responsabile del progetto. – Difatti nei prossimi mesi verrà realizzata la prima criobanca del seme delle popolazioni native di trota Mediterranea con alta variabilità generica. La tecnica sarà resa disponibile e potrà essere ripetuta in altri paese dell’UE”. Il progetto iniziato lo scorso luglio vede il Molise come laboratorio sperimentale per la salvaguardia delle specie. Un progetto innovativo che ha visto sin da subito il coinvolgimento delle associazioni locali dei pescatori che si impegnano ad assicurare la sostenibilità dell’attività sportiva e la condivisione delle misure di conservazione, in modo da generare anche un ritorno socio-economico positivo per le parti coinvolte.

 

 

 

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