Inquinamento Piana Venafro, coinvolto il Cnr. Entro l’anno prime risposte su incidenza tumori

La convenzione fra Asrem e Regione

La convenzione firmata questa mattina a Palazzo Vitale tra Comune di Venafro e Asrem ha ad oggetto lo “studio epidemiologico di tipo ambientale” sulla piana venafrana. Una raccolta di dati da parte dell’Asrem da consegnare al Comune che ogni tre mesi avrà l’onere di redigere una relazione da inoltrare alla Regione Molise. Una collaborazione tra enti che vede, inoltre, coinvolgere come partner anche il CNR di Pisa che avrà il compito di coadiuvare gli enti nella raccolta dati e nello studio degli stessi. Lo scopo è quello di conoscere e studiare le cause delle malattie e delle morti premature nell’area del Venafrano, cercare delle soluzioni e verificare se queste ultime siano correlate o meno a rischi ambientali. Di certo, i risultati sono a lungo termine perché si tratta di uno studio che richiede un certo tempo di evoluzione.

“Questa è una giornata di responsabilità istituzionale – commenta il sindaco di Venafro, Alfredo Ricci. – Con questa convenzione mettiamo un punto su un tema che allarma la popolazione. Noi vogliamo risolverlo in maniera scientifica”. Oltre al Comune di Venafro sono parte del progetto anche i Comuni di Filignano, Monteroduni, Montaquila, Pozzilli, Sesto Campano, Macchi d’Isernia e Conca Casale. Si parla da anni della questione ma la voglia di riscatto è venuta fuori in un’assemblea a Venafro nel novembre 2018 dove l’associazione “Mamme per la salute” sollevò il problema dell’inquinamento consigliando alle istituzioni di studiare il caso. L’idea venne accolta dal sindaco di Venafro che, nel coinvolgere anche i primi cittadini dei comuni limitrofi, chiese nel marzo 2019 aiuto alla Regione. Quest’ultima ha stanziato 60mila uero per l’intera operazione prevista. Un  tema delicato che vede anche il commento della Legambiente Molise. “Finalmente si porrà fine all’incertezza e si potranno valutare i problemi dell’inquinamento su dati scientifici – afferma il presidente regionale Manuela Cardarelli. – Un passo avanti per un territorio dove le associazioni e i cittadini sono da anni alla ricerca della verità”.

 

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