E’ stata una serata azzeccata al Parco “De Filippo”. Il pubblico campobassano aveva bisogno di rivivere certe emozioni all’aperto dopo mesi fra lockdown e restrizioni. La mascherina è obbligatoria ma è un piccolo prezzo da pagare con responsabilità visto che in gioco c’è comunque la salute. Anche il distanziamento fra le coppie di sedie è necessario. Ma la platea davanti al palco dove ieri è salito Niccolò Fabi, accompagnato da altri due volti dello spettacolo, Roberto Angelini e Pier Cortese, è al completo. Il cantautore romano, ospite di punta del Campobasso Summer Festival, si presenta con un borsalino in testa a coprire i ricci che hanno reso famosa la sua immagine quasi quanto sono riusciti a farlo i suoi testi (la canzone al suo primo Festival di Sanremo nel 1997 si chiama proprio “Capelli”). Ad un certo punto è costretto anche ad indossare una camicia sulla t-shirt bianca perché il “Vento d’estate” che dà il titolo ad uno dei suoi maggiori successi a Campobasso non sempre è caldo, soprattutto al calare delle tenebre. Doveva essere una serata danzante, ammette Fabi, ma ballare non si può e quindi il filo del concerto assume un tono leggermente più blando. Non è un problema. I fan impazziscono e cantano insieme a lui. Gli applausi sono costanti e in alcuni casi accompagnano il ritmo. Da “E’ o non è” a “Lasciarsi un giorno a Roma”, da “Amori con le ali” a “Il negozio di antiquariato”, fino allo stesso “Vento d’estate”, Fabi e i suoi compagni di palco regalano quasi due ore di emozioni al pubblico. Infine i ringraziamenti per la calorosa accoglienza e la promessa di tornare.
lunedì 16 Febbraio 2026 - 04:55:16 PM
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