Con l’ordinanza sindacale n. 38, firmata quest’oggi dal sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, l’Amministrazione comunale punta a contrastare i frequenti episodi di errato conferimento dei rifiuti, con particolare riferimento al fenomeno della cosiddetta “migrazione” dei sacchetti. Un tale fenomeno, nato sin dall’avvio del sistema porta a porta in alcune zone della città, è cresciuto considerevolmente con l’estensione del servizio in sempre più aree cittadine e, nelle ultime settimane, a seguito dell’avvio della raccolta differenziata presso la zona industriale, ha subito l’ennesima impennata. “Il provvedimento – ha dichiarato Gravina – persegue l’obiettivo di stabilire la semplice regola che effettuare la raccolta differenziata non può più essere una facoltà, bensì un preciso dovere per tutti i cittadini. Preso atto che nel territorio comunale continuano a verificarsi episodi di “migrazione dei rifiuti” ad opera di utenti residenti in zone raggiunte dal sistema di raccolta “porta a porta” ma che deliberatamente eludono tale servizio preferendo conferire i propri rifiuti nei tradizionali cassonetti, l’Amministrazione – ha spiegato il sindaco – ha ritenuto con questa ordinanza di intervenire proprio per arginare il fenomeno della “migrazione” e dell’abbandono incontrollato dei rifiuti che provoca l’insorgere di micro-discariche con grave pregiudizio sia del decoro urbano e del territorio, sia dell’igiene e della salute pubblica. L’ordinanza sancisce così l’obbligo, per tutti gli utenti – ha sottolineato Gravina, – di servirsi del sistema di raccolta presente nella propria zona di residenza, qualunque esso sia: mastelli individuali, condominiali, sistema ‘Ecostop’ o i cassonetti stradali ancora presenti nelle zone centrali e nel quartiere Vazzieri.” Non sarà, quindi, più consentito eludere la raccolta differenziata preferendo conferire i propri rifiuti nei tradizionali cassonetti ancora dislocati in altre zone della città non raggiunte dal servizio porta a porta; tale cattiva abitudine determina, tra le altre cose, il riempimento anticipato dei cassonetti rispetto all’arco giornaliero per cui gli stessi sono stati dimensionati nel numero e nel volume. L’abbandono sregolato dei rifiuti può infatti generare le condizioni ideali per la proliferazione di ratti e di altri animali selvatici, sempre più attratti dai contesti urbanizzati dove la ricerca di cibo diventa più agevole a causa di rifiuti abbandonati per strada. Inoltre, le quotidiane operazioni di bonifica che si rendono necessarie per liberare le strade dai cumuli di rifiuti abbandonati nei pressi delle piazzole di conferimento, gravano sensibilmente sulle corrette attività di ritiro dei rifiuti a cura della Sea, con derivanti disservizi ed inevitabili aggravio dei costi a danno della collettività. “L’ordinanza emessa – ha sottolineato Gravina – richiama anche quanto già normato dal testo unico dell’ambiente (D.L. 152/2006) in materia di abbandono di materiali di qualsiasi genere sul suolo pubblico, oltre a vietare il conferimento dei sacchetti presso i cestini stradali “di cortesia”, di norma destinati alla raccolta di rifiuti occasionali e non quelli domestici.” Per chi non rispetterà le prescrizioni sancite dall’ordinanza, potranno scattare le sanzioni amministrative fino a 500 euro, previste dal Testo Unico per gli Enti Locali (D.Lgs. 267/00), fatte salve le ulteriori e più severe sanzioni previste dal Testo Unico Ambientale in caso di abbandono al suolo di qualsivoglia rifiuto, ancor più se speciale o pericoloso.
giovedì 12 Febbraio 2026 - 12:12:04 PM
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