Era un ricettacolo di parassiti, siringhe e preservativi. Adesso è un’aiola rigenerata, ricca di fiori e dominata dalla figura di Madre Teresa di Calcutta, la religiosa albanese naturalizzata indiana, premio Nobel per la pace nel 1979 e proclamata santa nel 2016 da Papa Francesco. Il “miracolo” in viale del Castello, a Campobasso, non viene dalle mani di una “celebrità” religiosa ma da un cittadino modello, residente nel centro storico, che nel corso della sua esistenza dedicata al prossimo vanta, per così dire, un lodevole curriculum di riconoscimenti e iniziative quotidiane. Lui è Tonino Di Niso, 80 anni, ex vigile sanitario della Provincia e tecnico della prevenzione in pensione, che come ci racconta lui stesso ha sempre praticato il volontariato: 40 anni di Unitalsi, donatore di sangue e medaglia d’oro Avis, primo premio dottor “Ermanno Sabatini”, Di Niso è un cattolico della prima ora, che ha risposto presente ai richiami devozionali nei noti luoghi della cristianità come Loreto e la Terra Santa. “Mi sono stabilizzato qui 18 anni fa“, ci spiega. “Mi sono affezionato a questo posto e ho conosciuto tanta brava gente, fra cui un gruppo di donne pie con cui mi sono trovato molto bene“. Guardando i ragazzi giocare sotto casa, notava – riportando un suo aneddoto – che spesso il loro pallone si sporcava di escrementi animali che non venivano rimossi.

“Ho capito che dovevo fare qualcosa“, continua Antonio Di Niso. “Mi sono rivolto alle autorità comunali senza ricevere però una celere risposta. Allora ho preso iniziativa. Ho pulito e dissodato l’aiola, e ho comprato dei fiori da interrare, di cui una parte peraltro è stata rubata da qualcuno, circa 11 fiori“. Quindi l’idea, vista la sua devozione, di allestire un simbolo di riferimento e di preghiera per i residenti. Ma quale? “Inizialmente pensavo a Padre Pio. A 20 anni ho avuto l’onore di incontrarlo, tramite la Gifra, e da allora ne sono rimasto legato. Ma mentre lavoravo all’aiola mi veniva continuamente in mente Madre Teresa di Calcutta. Non sapevo perché ma ho sentito che forse, per questa volta, avrei “tradito” Padre Pio, le cui raffigurazioni sono peraltro frequentissime. Ho chiesto e raccolto un contributo tra gli amici, poco più di 1000 euro, con cui tramite le suore Paoline siamo riusciti a procurarci la scultura. Dopo 2 anni, è arrivata finalmente l’autorizzazione del Comune per l’allestimento della teca. Devo ringraziare il dottor Marco Tagliaferri che ha condiviso con me questa brillante idea e che ha provveduto alla realizzazione della base in cemento e della copertura in vetro“. L’intervento è terminato il 5 luglio, dopodiché c’è stata la benedizione da parte del diacono della Parrocchia di San Paolo. Dal 5 settembre, il giorno 5 di ogni mese, un gruppo di residenti si radunerà intorno alle statua in viale del Castello per recitare il Santo Rosario, accompagnato da alcuni canti religiosi.
mercoledì 11 Marzo 2026 - 06:17:53 AM
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