“Denunciamo con forza il grave e palese controsenso che emerge in questi giorni all’interno della SATI S.p.A., proprio mentre sta terminando il corso di sicurezza aziendale dedicato alla “Gestione e Sicurezza delle Fermate Non Omologate”.”
A scriverlo in una nota è il sindacato Faisa Cisal.
“Dalle slide del corso emerge chiaramente che le fermate non omologate rappresentano un rischio concreto per passeggeri, conducenti e utenti della strada, soprattutto quando mancano banchine, marciapiedi, segnaletica adeguata, visibilità, spazi di manovra e condizioni minime di sicurezza. Nei materiali formativi si parla espressamente di pericolo di investimento dei pedoni, difficoltà di manovra, intralcio alla circolazione, rischio di cadute durante le operazioni di salita e discesa e possibili responsabilità in caso di incidente. Ancora più grave è quanto riportato nelle stesse slide in merito agli obblighi dei conducenti: il materiale formativo richiama il divieto di fermata irregolare e l’obbligo di effettuare la fermata solo in aree autorizzate e debitamente segnalate, anche in presenza di richiesta dell’utenza. Viene inoltre previsto il dovere dell’autista di segnalare tempestivamente ogni situazione di pericolo o irregolarità delle fermate servite.
Siamo quindi davanti a una contraddizione evidente: da un lato la SATI insegna ai propri autisti che le fermate non omologate non devono essere effettuate perché pericolose e potenzialmente sanzionabili; dall’altro lato, nella pratica quotidiana, sanziona disciplinarmente gli stessi autisti quando si rifiutano di utilizzare quelle fermate per motivi di sicurezza. È un comportamento inaccettabile, che scarica sui lavoratori una responsabilità che dovrebbe invece essere affrontata dall’azienda e dagli enti competenti attraverso censimenti, segnalazioni, interventi infrastrutturali e messa a norma delle fermate.
Le stesse slide aziendali indicano, infatti, che l’azienda di trasporto ha obblighi di verifica, segnalazione delle non conformità, formazione dei conducenti e coordinamento con Comuni, Province ed enti competenti per la pianificazione degli interventi di adeguamento.
Ricordiamo che il problema riguarda in particolare alcune fermate pericolose lungo la Bifernina, già da tempo oggetto di denunce, segnalazioni e contestazioni da parte dei lavoratori. Gli autisti non possono essere lasciati soli davanti a scelte che riguardano la sicurezza pubblica: se effettuano la fermata rischiano sanzioni e responsabilità; se si rifiutano per tutelare la sicurezza, vengono puniti dall’azienda. Non è accettabile che la sicurezza venga affermata nelle slide, ma negata nei fatti.
A tale proposito, ricordiamo che il prossimo 18 giugno, presso il Tribunale di Campobasso, si terrà l’udienza predibattimentale del processo a carico dell’ex legale rappresentante della SATI, proprio in relazione alle sanzioni comminate agli autisti che si erano rifiutati di effettuare fermate ritenute pericolose sulla Bifernina. L’accusa è quella di violenza privata.
Questa vicenda, nonostante la sua gravità, è stata finora del tutto ignorata dalle autorità competenti, a partire dalla Regione Molise e dalla Prefettura. Ci sono state solo riunioni che non hanno prodotto alcuna soluzione immediata e concreta, ma soltanto promesse di interventi futuri. Nel frattempo, però, i lavoratori continuano a operare ogni giorno in condizioni di rischio, mentre le fermate pericolose restano lì, irrisolte, e la responsabilità continua a essere scaricata sugli autisti.”
lunedì 27 Luglio 2026 - 10:51:18 PM
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