Femminicidio, la giovane molisana Romina uccisa a coltellate, l’ex compagno Pietro confessa. Due comunità sotto shock

Ore 10.30. L’ennesimo femminicidio, l’ennesimo epilogo assurdo e ingiustificato. Storie d’amore che finiscono nel sangue, uomini accecati dalla gelosia, dalla mancata accettazione di perdere una compagna o di essere rifiutati, che si trasforma in rabbia, violenza, follia. Donne che pagano un conto salatissimo, la morte è in cima alla lista dell’orrore. I carnefici talvolta sono vittime di loro stessi, delle loro azioni, non necessariamente premeditate. Famiglie distrutte dal dolore. Dalla rabbia. Dalla vergogna. Stavolta questo drammatico epilogo ha riguardato la nostra regione, anche se l’episodio si è verificato altrove, a Frosinone. Lì viveva Romina De Cesare, originaria di Cerro al Volturno, dove formalmente ancora risiedeva. Nel comune laziale aveva trovato lavoro come commessa in un negozio di profumi. La sera di lunedì 2 maggio però il suo attuale compagno non era riuscito più a contattarla. Il silenzio della ragazza, 35enne, si sarebbe protratto anche nelle ore successive, costringendolo ad allertare il 113. Si scoprirà che Romina avrebbe incontrato Pietro Ialongo, 38enne, l’ex fidanzato, anche lui originario di Cerro, dove risiede la sua famiglia, ma residente da molti anni a Pizzone, altro comune molisano. Pare che da qualche tempo vivesse a Sabaudia, svolgendo lavori occasionali o comunque senza avere una occupazione stabile.

Quando e dove si colloca l’inizio della loro precedente relazione, non è ancora dato sapere, ma è molto probabile che i due si conoscessero sin dall’adolescenza. Di certo la loro storia da tempo era finita e Romina, ora, aveva un nuovo compagno. Ma evidentemente lui non riusciva a farsene una ragione. Se lunedì gli ex fidanzati si fossero accordati per un ulteriore incontro chiarificatore o se il 38enne avesse preso iniziativa nell’incontrarla rientra nei dettagli che stanno ricostruendo gli inquirenti. L’uomo è attualmente in stato di fermo, indagato per omicidio. In un impeto di follia, durante il confronto con la ragazza, avrebbe impugnato un coltello, colpendo Romina all’addome, più volte, quindici secondo le prime informazioni. L’esame autoptico fornirà maggiori informazioni ai fini giudiziari, probabilmente per i familiari e le tante persone che le volevano bene saranno solo maledetti e atroci dettagli. L’aggressore, dopo l’omicidio, sarebbe poi tornato a Sabaudia, intercettato dalle forze dell’ordine sulla spiaggia, seminudo e in stato confusionale. Stando alle ultime notizie dei media laziali, dopo il suo accompagnamento in ospedale e il ritrovamento del cadavere avrebbe – durante la notte scorsa – confessato il suo gesto. A Cerro al Volturno e a Pizzone le comunità sono sconvolte. Il sindaco di Cerro, Remo Di Ianni, incredulo, ha già annunciato il lutto cittadino nel giorno dei funerali. “Un gesto efferato, scellerato“, le sue parole al telefono. “Togliere la vita ad una ragazza così dolce come Romina. E’ una tragedia incredibile per la famiglia di Romina e per la nostra comunità, così come lo sarà per la famiglia del ragazzo“. Lo stesso Di Ianni ha inteso rendere pubblico un messaggio a nome dell’amministrazione. “Non ci sono parole che possano contenere il profondo dolore che ha stravolto improvvisamente la vita di due famiglie, sconvolto quella di una intera comunità, ma soprattutto stroncato in modo così violento e inaccettabile la giovane vita di Romina, figlia della nostra comunità, conosciuta e amata da tutti, che non c’è più. E non c’è più per la cieca, assurda follia di un momento. Una tragedia di dimensioni incalcolabili che non può essere descritta né compresa appieno. Da padre, provo a fare mio il dolore di un padre e di una famiglia che si vede portare via l’amore di una figlia in modo così barbaro. Da Sindaco provo ad interpretare il dolore anche della famiglia del presunto responsabile di un atto tanto efferato e quello dell’intera comunità. Dolori che vanno compresi, accompagnati e rispettati nel modo più profondo. La speranza è che mai più ci si debba trovare di fronte ad una simile tragedia“. Al momento del 38enne si conoscono poche informazioni, se non quella di essere considerato un giovane come tanti, appartenente ad una famiglia stimata e rispettata. Secondo il sindaco di Pizzone, Vincenzo Di Cristofano, non avrebbe avuto problemi in passato che potessero far presagire un episodio simile. “Di fronte a tale tragedia c’è solo il silenzio“, il suo commento. “La comunità è costernata e non possiamo che rivolgere la nostra solidarietà, per motivi differenti, alle due famiglie“. Residente a Pizzone (di cui è originario uno dei due genitori), il 38enne in passato pare avesse avviato un’attività associata in paese, idea poi probabilmente abbandonata. Negli ultimi anni il trasferimento nel Lazio per lavoro.

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