Amministrative e referendum, il 12 giugno ‘election day’. In Molise 18 comuni al voto, chiuso il termine per presentare le liste

Si è chiuso questa mattina, alle ore 12, il termine per presentare le liste elettorali in vista del rinnovo del Consiglio comunale e dell’elezione del sindaco previsti in 18 comuni della regione il prossimo 12 giugno. Nella stessa data le urne saranno aperte in tutti i comuni del Molise (come nel resto d’Italia) per dare modo all’elettorale di pronunciarsi su cinque quesiti referendari.

I comuni chiamati al voto.
In provincia di Campobasso, le elezioni amministrative si svolgeranno a: Busso, Campolieto, Castelbottaccio, Castellino del Biferno, Duronia, Guardialfiera, Jelsi, Limosano, Montefalcone nel Sannio, Montelongo, Montemitro, Petacciato, San Felice del Molise, Torella del Sannio, Toro.
In provincia di Isernia si vota a: Chiauci, Civitanova del Sannio, Sant’Elena Sannita.

Referendum.
Saranno 5 i referendum abrogativi in tema di giustizia:
– abrogazione del decreto Severino: ossia del decreto legislativo 235 del 2012, il quale prescrive che chi viene condannato in via definitiva a più di due anni di carcere per reati di allarme sociale, contro la pubblica amministrazione e non colposi (per i quali è comunque prevista la reclusione) diventa incandidabile. La condanna definitiva per uno dei reati suddetti determina la decadenza del mandato;
– riforma del Csm: abrogazione delle norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura. Attualmente, un magistrato che voglia candidarsi al Csm deve raccogliere dalle 25 alle 50 firme;
– valutazione dei magistrati: abrogare le norme sulle competenze dei membri laici nei Consigli giudiziari. I Consigli giudiziari sono organi ausiliari composti da cariche appartenenti alla magistratura e laici (professori universitari e avvocati). Esprimono “motivati pareri” su diversi ambiti, tra cui le valutazioni di professionalità dei magistrati;
– separazione delle carriere: separazione delle funzioni dei magistrati, con la richiesta di abrogazione di quelle norme che attualmente consentono il passaggio nella carriera dei magistrati dalle funzioni giudicanti (giudice) a quelle requirenti (pubblico ministero) e viceversa;
– misure cautelari: si intende limitare le misure cautelari, con abrogazione dell’ultimo inciso dell’art. 274, comma 1, lett. c), c.p.p., in materia di misure cautelari e di esigenze cautelari nel processo penale, in particolare verrebbe abrogata la motivazione della possibile reiterazione del reato.

(nella foto-collage da sinistra, prima in alto e poi in basso: Jelsi, Limosano, Petacciato e Civitanova del Sannio)

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