Passione per il pane, aprire un’attività: quanto costa, quali sono i requisiti e in cosa consiste l’iter burocratico

Fare il pane fa parte delle nostre tradizioni, e aprire un’attività incentrata sulla produzione di prodotti da forno rappresenta una fonte sicura di guadagno e soddisfazione. La panificazione, infatti, è un settore che non entrerà mai in crisi, e che può regalare gioie sia dal punto di vista personale che professionale. Ovviamente, come qualsiasi altra attività, l’apertura di un panificio richiede di seguire un determinato iter burocratico, e non sempre può essere semplice come si pensava. Ma, seguendo i consigli giusti, sarà tutto più semplice.

Redigere un business plan
Il business plan può essere considerato come il cuore pulsante di qualsiasi attività imprenditoriale, e i panifici non fanno eccezione. Questo documento, infatti, deve essere in grado di mettere nero su bianco le risorse, i punti di forza della propria attività, e il modo in cui si rivolgerà al mercato e ai relativi clienti target (il modello di business). Senza un business plan sarà molto difficile, ad esempio, ottenere dei finanziamenti o dei prestiti. A tal proposito, se non si dispone di una liquidità immediata che permetta di aprire l’attività, e se per qualche motivo non si può richiedere un prestito a nome personale, è possibile prendere in considerazione la possibilità di coinvolgere i propri genitori. Qui si consiglia di informarsi leggendo le guide specializzate che illustrano che cos’è la cessione del quinto, che spiegano tutti i passaggi necessari per ottenere, in tempi brevi e in pochi clic, la liquidità necessaria per acquistare i macchinari e avviare l’attività senza problemi.

Seguire l’iter burocratico
Per prima cosa, è necessario rivolgersi a un commercialista che abbia – possibilmente – esperienza pregressa in questo genere di attività. Inoltre, è indispensabile aprire una partita IVA con un codice ATECO specifico, il 10.71.10. Bisognerà, in seguito, iscriversi al registro delle imprese della provincia di appartenenza, e inviare la segnalazione di inizio attività (SCIA) al proprio comune entro 30 giorni. Ma gli step burocratici non finiscono qui. Infatti, è necessario l’invio della richiesta al comune per l’esposizione dell’insegna, senza dimenticare l’apertura delle obbligatorie posizioni INPS e INAIL e il conseguimento dei necessari permessi di sicurezza. Naturalmente stiamo parlando della certificazione HACCP, della SAB e delle altre concessioni erogate dalla ASL. Infine, bisogna ricordarsi di segnalare l’apertura dell’attività anche ai vigili del fuoco.

Altre informazioni sull’apertura di un panificio
Dato che abbiamo parlato di costi, è opportuno approfondire l’argomento. Le spese per l’avvio di un panificio possono cambiare da caso a caso, perché entrano in gioco aspetti come la metratura dell’immobile da prendere in affitto e la sua posizione. Pesano sul bilancio anche i costi dei macchinari e degli arredi, insieme alle spese per lo stipendio del personale e per la pubblicità della panetteria. In media, comunque, i costi per l’apertura di un panificio partono da un minimo di 80 mila euro, ma possono anche superare i 100 mila euro. Di conseguenza, sottolineiamo l’importanza della redazione di un business plan, per via dell’entità dell’investimento. Infine, si ha anche la possibilità di aprire un panificio in franchising.

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