E’ di ieri la notizia ufficiale del vice presidente del Consiglio regionale Di Lucente che ha annunciato tagli anche alle ferrovie in una regione in cui si taglia tutto: ospedali, servizi, welfare, e chi più ne ha più ne metta. A contestare le ultime dichiarazioni della politica sono Lucia Merlo della FILT CGIL MOLISE, Simone Vitagliano della FIT CISL MOLISE, Pietro Angelieri della UILTRASPORTI e Gennaro Calvano della ORSA FERROVIE. “E’ la visione di chi prende carta e penna e si diletta a fare il ragioniere dimenticando che in una regione come il Molise bisogna pensare non a chiudere, ma ad aprire. Tutto questo accade mentre nel resto d’Europa si parla di coesione e cioè di mettere in condizione i territori più deboli di recuperare i gap che inibiscono la crescita. Chiudere, tagliare è il punto di vista di chi non ha un progetto per il futuro di questa terra e fonda la sua sopravvivenza sul risparmio tagliando opportunità al territorio e servizi ai cittadini senza avere un’idea di sviluppo e di riscatto per una regione ricca di opportunità e di bellezza infinite. Lo sviluppo di un territorio si fonda sulla viabilità. Lo avevano capito i Romani, grandi conquistatori, addirittura prima della nascita di Cristo, ma questa logica sembra essere lontana milioni di anni luce dalla realtà regionale. Si parla di piccoli tagli di corse treni inutili ma inutili per chi? Né tantomeno si riesce a capire che fine farà la tratta Campobasso/Termoli chiusa ormai da circa un anno. Spostare il trasporto su gomma, mentre nel resto nella stragrande maggioranza dei Paesi si favorisce quello su ferro, non solo è anacronistico perché inquinante e perché peggiorerebbe la viabilità regionale, ma diventa follia se si pensa alle condizioni delle strade regionali! Si parla di sottoscrizione del nuovo contratto di servizio con Trenitalia ma si omette di dire che questa maggioranza di governo regionale non ha aperto nessun tavolo di confronto sul tema con le Organizzazioni Sindacali e assume a sé la responsabilità di decidere da sola non pensando affatto che tagli e chiusure potrebbero significare perdita di posti di lavoro o spostamenti dei lavoratori in altre regioni favorendo una emigrazione che sta diventando la piaga del Molise, regione condannata alla desertificazione demografica per scelte non fatte e per coraggio mancato. Ed è di coraggio che ha bisogno questa terra, il coraggio di reclamare il diritto al riscatto, allo sviluppo e al benessere dei cittadini. Non esiste sviluppo se si prende la strada dell’isolamento, non esiste sviluppo senza investimenti, non esiste sviluppo se non si investe sulle vie di collegamento se non si dà l’opportunità a questa terra di aprirsi al mondo”.
lunedì 8 Giugno 2026 - 12:07:51 PM
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