Due autisti della SATI sono stati sospesi dal servizio dal 10 al 24 febbraio, con una decurtazione salariale di circa 750 euro. “Il motivo? Aver rispettato il Codice della Strada e non essersi fermati a una fermata palesemente irregolare e pericolosa”, spiegano Emilio Santangelo (Faisa Cisal), Lucia Merlo (Filt Cgil) e Nicolino Libertone (Ugl Autoferro). – Un provvedimento inaccettabile che conferma come il servizio di trasporto pubblico sia garantito attraverso la sistematica intimidazione degli autisti, costretti a scegliere tra il rispetto delle regole e la possibilità di mantenere la propria famiglia. Questa situazione è il risultato dell’inerzia della Regione Molise, che negli anni ha autorizzato oltre 1000 fermate senza preoccuparsi di verificarne la conformità alle norme di sicurezza. Un atteggiamento che non solo mette a rischio lavoratori e utenti, ma espone gli stessi conducenti a gravi conseguenze penali in caso di incidenti. Facciamo un appello all’utenza: chi può, eviti di salire e scendere alle fermate non a norma. Non solo per la propria sicurezza, ma anche per non costringere gli autisti a violare la legge. Serve un impegno collettivo per fermare questa deriva: solo con senso civico e buonsenso possiamo garantire un servizio di trasporto pubblico sicuro e dignitoso per tutti. Intanto il silenzio assordante della politica e delle istituzioni continua, non si sta prendendo nessun provvedimento per tutelare i diritti e la sicurezza di chi viaggia e di chi ogni giorno garantisce il trasporto pubblico in Molise.”
giovedì 26 Marzo 2026 - 12:17:30 AM
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