Le imprese in tutta Italia hanno in programma l’attivazione di circa 350mila contratti a dicembre, che diventano 1,3 milioni se si considera il trimestre dicembre 2025 – febbraio 2026. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, emerge un rallentamento della domanda di lavoro: il fabbisogno occupazionale delle imprese diminuisce del 5,9% nel mese (-22mila posizioni) e del 6,2% nel trimestre (-86mila).
Le imprese molisane hanno in programma l’attivazione di 1.300 contratti per il mese di dicembre 2025. Le previsioni salgono a 4.790 unità se si considera l’intero trimestre dicembre 2025 – febbraio 2026.
Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, emerge un rallentamento della domanda di lavoro nel breve termine: il fabbisogno occupazionale delle imprese per il mese di dicembre registra una flessione di circa l’11% (erano 1.460 le entrate previste a dicembre 2024). Risultano invece perfettamente stabili le aspettative sul trimestre, con un totale di 4.790 assunzioni previste, identico al valore registrato nel trimestre dicembre 2024 – febbraio 2025.
Nonostante il calo delle assunzioni mensili, si acuisce il mismatch tra domanda e offerta: le imprese segnalano difficoltà di reperimento per il 46,7% dei profili ricercati, un dato in aumento rispetto al 44,3% registrato a dicembre 2024.
A livello settoriale, l’industria prevede di attivare 230 contratti a dicembre, con una netta flessione rispetto ai 310 dello stesso mese del 2024. A pesare è soprattutto il comparto manifatturiero e delle public utilities, che passa dalle 190 entrate previste del 2024 alle 110 attuali, segnando un calo del 42%. Tiene invece il settore delle costruzioni, che conferma le 120 entrate previste, mantenendo i livelli dell’anno precedente.
Nel terziario, le imprese stimano 990 contratti a dicembre, in diminuzione rispetto ai 1.150 del 2024. Tuttavia, in forte controtendenza rispetto al quadro generale, spicca la performance del turismo (servizi di alloggio e ristorazione): con 380 ingressi previsti nel mese, il settore registra un aumento del 26,7% rispetto ai 300 contratti del dicembre 2024. Stabile il commercio (210 entrate in entrambi gli anni), mentre si riducono le previsioni per i servizi alle imprese (220 entrate contro le 390 del 2024) e per i servizi alle persone (190 entrate contro le 250 dell’anno precedente).
Per quanto riguarda il settore primario (agricoltura, silvicoltura e pesca), sono previste 80 entrate nel mese e 410 nel trimestre.
I contratti a tempo determinato rimangono la forma predominante, coprendo la maggior parte delle attivazioni, specialmente nei settori stagionali come il turismo (dove il tempo indeterminato rappresenta solo il 6% delle entrate) e nell’agricoltura (13% a tempo indeterminato). Percentuali più alte di contratti stabili si riscontrano nei servizi alle imprese (29%) e nelle costruzioni (28%).
A dicembre resta elevata la difficoltà di reperimento delle figure ricercate: sono difficili da trovare quasi 607 figure sulle 1.300 richieste (46,7%).



sabato 17 Gennaio 2026 - 05:44:59 PM
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