Il Consiglio regionale, presieduto da Quintino Pallante, nella seduta di questa mattina ha approvato all’unanimità una mozione, presentata dai consiglieri Greco e Primiani, avente ad oggetto: “Criteri di reclutamento del personale medico e valorizzazione della stabilità professionale e territoriale nei presidi sanitari regionali”.
L’atto di indirizzo è stato presentato all’Aula dal primo firmatario, Greco; sono seguiti gli interventi per dichiarazione di voto dei consiglieri Primiani, Fanelli, Cofelice, Salvatore e del presidente della Regione Roberti.
Nello specifico con l’atto di indirizzo il Consiglio regionale rileva che per quanto concerne il reclutamento del personale sanitario i contratti a tempo determinato e le forme di contrattazione atipica – oltre a creare un potenziale danno per le casse pubbliche – disincentivano i professionisti e di conseguenza l’Azienda Sanitaria Regionale del Molise incontra notevoli difficoltà nel reperimento del personale medico, soprattutto per le sedi territoriali più periferiche. Ciò determina il continuo ricorso a prestazioni aggiuntive, con conseguente aggravio di costi. Si evidenzia ancora nella parte motiva della mozione che le difficoltà rilevate sono aggravate da bandi di reclutamento privi di indicazione preventiva circa la sede di assegnazione e la specializzazione richiesta, con il risultato che molti professionisti, una volta individuata la sede, rinunciano all’incarico.
L’Assemblea legislativa molisana, quindi, impegna il Presidente della Regione, anche mediante l’interlocuzione con la struttura Commissariale e i vertici dell’ASREM:
– a promuovere, per il tramite di ASREM, bandi pubblici per il reclutamento del personale medico, che indichino in modo chiaro e preventivo la sede ospedaliera e il reparto di destinazione, al fine di evitare disallineamenti tra fabbisogno e assegnazioni;
– a favorire contratti di lavoro a tempo indeterminato e altre forme che garantiscano stabilità professionale, disincentivando il ricorso a incarichi precari o libero-professionali nei reparti ospedalieri pubblici;
– a riorganizzare la programmazione del personale sanitario tenendo conto dei reali fabbisogni dei singoli presidi territoriali, in funzione della domanda sanitaria e delle caratteristiche socio-territoriali;
– a coinvolgere le organizzazioni sindacali, gli ordini professionali e le università nella definizione di una strategia regionale per rendere più attrattive le sedi molisane, valorizzando il capitale umano e incentivando l’insediamento duraturo nei territori meno serviti;
– a trasmettere il presente atto alla Struttura Commissariale per il rientro dal disavanzo sanitario e ai vertici dell’Azienda sanitaria, affinché possano tenerne conto nella definizione delle future politiche sanitarie e delle misure per il riequilibrio territoriale;
– a riferire in aula sulle misure avviate e sui risultati ottenuti in relazione al presente atto.
Ok a rilancio dell’ospedale “Caracciolo”
Il Consiglio regionale ha poi approvato all’unanimità, con il testo emendato in sede di discussione in aula, la mozione, presentata dai consiglieri Greco, Primiani, Salvatore, Gravina, Fanelli, Romano e Facciolla, avente ad oggetto «Proposta di rilancio e valorizzazione dell’Ospedale “San Francesco Caracciolo” di Agnone, quale presidio di area particolarmente disagiata, attraverso l’inserimento nella rete formativa UNIMOL, il rafforzamento dell’offerta sanitaria e la tutela dei servizi esistenti”.
L’atto è stato presentato all’Aula dal primo firmatario, Greco; è seguito l’intervento per dichiarazione di voto dell’assessore Di Lucente.
Con l’atto di indirizzo approvato il Consiglio regionale impegna il Presidente della Regione, anche mediante interlocuzione con la struttura Commissariale:
1. A mantenere e confermare, all’interno del Programma Operativo Sanitario, la classificazione del “San Francesco Caracciolo” di Agnone quale presidio di area particolarmente disagiata;
2. A promuovere, la riorganizzazione del Caracciolo valorizzando le competenze esistenti, in questa ottica:
● promuovere, d’intesa con UNIMOL e ASReM, l’inserimento del presidio nella rete formativa delle scuole di specializzazione medica regionali, al fine di renderlo attrattivo per specializzandi e strutturandi valutando l’unificazione funzionale del reparto di Medicina Generale di Agnone con la Medicina Interna del Veneziale, sotto la direzione di un unico primario universitario, per attivare un modello di formazione condivisa
● istituire un reparto misto con 20 posti letto, suddivisi tra Medicina, Lungodegenza e Post-Intensiva;
● Riorganizzare il reparto di Medicina Generale con l’attivazione di sezioni dedicate alla Reumatologia, Pneumologia e Lungodegenza, in collegamento funzionale con il Veneziale e sotto la guida di un primario universitario unico;
● creare un team medico integrato (specialisti, strutturandi, specializzandi) per garantire la copertura dei turni;
● promuovere il rilancio delle sale operatorie per la chirurgia in regime di Day Surgery aziendale, designando il Caracciolo quale centro di riferimento aziendale per la chirurgia in regime di Day Surgery, valorizzando le figure professionali già presenti;
● implementare gli ambulatori specialistici (cardiologia, obesità, oncologia, nefrologia, odontoiatria);
● riorganizzare l’emergenza-urgenza mediante un protocollo funzionale in grado di garantire il medico a bordo del 118 oltre che tempi certi per gli interventi in emergenza e trasporto presso i nosocomi di riferimento o l’adozione, in via transitoria, di modelli organizzativi integrati tra Pronto Soccorso, Continuità Assistenziale e Centrale 118, con il coinvolgimento di medici di base in convenzione, per garantire tempestività ed efficienza h24 nelle emergenze;
● potenziare il servizio di Radiodiagnostica, anche con l’impiego di specializzandi già attivi presso il presidio;
● valorizzare il Centro Regionale di Reumatologia già attivo presso il presidio, con continuità dell’attività ambulatoriale, diagnostica e di ricerca
● rafforzare il Servizio di Dialisi;
3. A trasmettere il presente atto ai Ministeri competenti e alla Struttura Commissariale per il rientro dal disavanzo sanitario, affinché ne tengano conto nella pianificazione e attuazione del Programma Operativo;
4. Ad avviare in IV commissione Consiliare un ciclo di Audizioni e un’indagine conoscitiva.
5. A riferire in aula, entro 60 giorni, sulle azioni avviate in attuazione del presente impegno.




