L’abuso d’ufficio, depenalizzato dal Governo Meloni nel 2024, dovrà essere reintrodotto come reato nel Codice Penale. E’ di fatto quanto stabilito dal Parlamento europeo, che ha adottato in via definitiva un quadro armonizzato a livello Ue di diritto penale che mira a prevenire e contrastare la corruzione nell’Unione. La direttiva, concordata provvisoriamente con il Consiglio nel dicembre 2025 e adottata con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astensioni, stabilisce a livello Ue le fattispecie di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi Ue, tra cui corruzione nel settore pubblico e in quello privato, appropriazione indebita, ostruzione della giustizia, traffico di influenze, esercizio illecito di funzioni (abuso d’ufficio), arricchimento illecito legato alla corruzione, occultamento e corruzione nel settore privato, e ne armonizza le sanzioni. I paesi Ue dovranno adottare e aggiornare regolarmente strategie nazionali anticorruzione, coinvolgendo la società civile, nonché effettuare valutazioni dei rischi e garantire sistemi solidi per contrastare i conflitti di interesse e garantire la trasparenza del finanziamento politico e degli standard etici. Dovranno inoltre istituire organismi dedicati e sufficientemente indipendenti per prevenire e contrastare la corruzione. Il nuovo quadro mira a colmare le lacune nell’applicazione delle norme, in particolare nei casi transfrontalieri, modernizzando le regole, allineando le definizioni giuridiche e introducendo livelli comuni di sanzioni.
La direttiva dovrà ora essere formalmente adottata dal Consiglio ed entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue. Gli Stati membri avranno 24 mesi per recepirla (36 mesi per le disposizioni su valutazioni dei rischi e strategie nazionali).
Gravina: “Meloni e Nordio dovranno tornare sui loro passi”
“C’è una notizia che vale la pena raccontare bene, perché dietro ha una storia di resistenza e di coerenza.
Il Parlamento europeo ha approvato la direttiva anticorruzione che obbliga gli Stati membri a punire l’abuso d’ufficio.
Lo stesso reato che Meloni e Nordio avevano scelto di cancellare, consegnando di fatto una corsia preferenziale a chi abusa del proprio potere nei concorsi e nelle gare pubbliche.
L’Europa non gliel’ha lasciato fare.
Adesso dovranno tornare sui propri passi.
Pochi giorni fa ho incontrato qui a Campobasso Giuseppe Antoci l’europarlamentare del MoVimento 5 Stelle che ha guidato questa battaglia come unico relatore italiano della direttiva.
È stata una di quelle conversazioni che ti ricaricano, perché ti ricordano che fare politica con la schiena dritta ha ancora senso e produce risultati concreti.
Antoci ha tenuto il punto durante mesi di negoziati difficili, con il governo italiano che faceva di tutto per rallentare e ostacolare il percorso.
Nordio, invece, oggi si trova a fare i conti con una doppia sconfitta: prima milioni di italiani che attraverso il referendum hanno respinto la riforma salva-casta, ora l’Europa che smonta un altro pezzo della sua agenda.
Non è sfortuna. È la conseguenza di aver scelto sistematicamente la parte sbagliata.”
(in foto Gravina e Antoci)




