Un nuovo capitolo si apre per circa 140 lavoratori molisani che potrebbero porre fine a un lungo periodo di incertezze. Si tratta di una larga parte dei dipendenti 3G spa di Campobasso che, a seguito di un cambio di appalto nell’ambito dei servizi dell’outsourcing, saranno riassorbiti nella nuova azienda vincitrice del lotto 3 Enel, la Accenture, che avrebbe già formalizzato le proposte di contratto, accettate dai diretti interessati. Questi ultimi, molti dei quali lasciano la 3G dopo quasi 20 anni (ossia dall’apertura della sede a Campobasso), saranno inseriti a scaglioni nella nuova realtà aziendale, tra giugno e settembre.
Oltre a veder salvaguardato il loro posto di lavoro, che non era più garantito, i dipendenti avranno il vantaggio di rientrare nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Telecomunicazioni, da cui la 3G è uscita a febbraio 2025 per applicare un nuovo contratto BPO, considerato da molti lavoratori peggiorativo, soprattutto per quanto concerne ferie e permessi, ma in particolare per l’assenza di contrattazione con le Rsu di Cgil, Cisl e Uil (solo Cisal ha firmato l’accordo). Inoltre è stato fatto ricorso (con il contratto BPO) alla cosiddetta “banca ore” che consente di “spalmare” le ore di lavoro in base alle esigenze aziendali: in un giorno o in un periodo in cui sono richieste meno mansioni, i lavoratori possono terminare il loro servizio prima del previsto ma quelle ore non impiegate vanno poi recuperate successivamente. Come ci ha spiegato Antonella Tosto della Cgil-Slc, nei mesi scorsi si sarebbero accumulate diverse ore di lavoro non ancora recuperate e che saranno oggetto di discussione in un incontro tra sindacati e azienda in programma oggi 4 giugno, vista anche l’imminente fuoriuscita di una grossa fetta di personale.
Le scelte aziendali avevano portato i dipendenti 3G a manifestare il proprio dissenso, organizzando anche un sit-it davanti al Palazzo del Governo e un incontro con il Prefetto. Nell’estate 2025 arrivava intanto la notizia che rendeva ancora più grigie le nuvole sulla testa dei lavoratori: la 3G perdeva la commessa Enel, che passerà nelle mani dell’ATI Accenture-Datacontact. Si aprono due strade per i dipendenti: o restare e rischiare il licenziamento, o contrattare il passaggio con il nuovo arrivato.
C’è voluto circa un anno per arrivare alla quadra, durante il quale i rappresentanti hanno, tra le altre cose, incontrano i vertici del Consiglio regionale del Molise per chiedere un intervento di intermediazione dell’amministrazione pubblica. E i sindacati, alla fine, sono riusciti ad incassare un altro importante risultato: la permanenza territoriale della sede a Campobasso. Un aspetto fondamentale che ha consentito a tutti i dipendenti coinvolti di accettare il contratto. Non è andata nella stessa maniera ai colleghi di Sulmona, interessati dalla medesima problematica. Lì circa 120 dipendenti 3G avrebbero rifiutato di firmare in quanto la Accenture, avendo già una sede a Pescara, imporrebbe di fatto ai lavoratori (nei giorni in cui non è previsto lo smartworking) di viaggiare per circa 70 km. La strada, in quel caso, sarebbe quella del licenziamento. Infatti, la procedura di licenziamento da parte della 3G è stata aperta alcuni giorni fa anche per i dipendenti di Campobasso che erano collocati nel servizio Enel. Considerando che lo stesso può diventare effettivo dopo 45 giorni + 30 previo accordo, in un nuovo incontro in programma il 9 giugno i sindacati cercheranno di capire nel concreto le mosse aziendali.
Alla 3G di Campobasso restano i dipendenti che gestiscono il servizio Poste, quelli che si occupano del servizio Enel passano dunque ad Accenture.
Si vede il sereno all’orizzonte? Non completamente.
Come ci informa ancora Antonella Tosto, il volume di lavoro con Enel negli ultimi tempi è diminuito anche per via dell’introduzione dell’intelligenza artificiale. Motivo per cui i sindacati hanno ottenuto un’altra garanzia: la sottoscrizione di una clausola sociale fino al 30% del personale, da reimpiegare in altri servizi qualora diminuissero in futuro le mansioni oggetto dell’appalto vinto.




